Crisi dei chip: a rischio il consolidamento della ripresa economica

Un'industria che vale miliardi di dollari messa in ginocchio da una carenza a tutti i livelli. A catena pesanti ripercussioni su gran parte della manifattura ad alto valore aggiunto.

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La crisi dei chip continua a mordere e i suoi effetti sul mondo della manifattura sono destinati a durare a lungo, almeno a tutto il 2022 e, forse, alla prima parte del 2023, perché dopo il boom della pandemia da Covid-19, sono aumentati grandemente i consumi di prodotti elettronici per il telelavoro e per l’intrattenimento domestico, inizialmente soddisfatto dalla maggiore disponibilità del settore automotive fermo, ma ora, con la ripresadei consumi di veicoli, in fortissima difficoltà a soddisfare tutta la domanda con la conseguenza del rallentamento delle catene di montaggio.

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Il problema della carenza dei chip assume sempre più un profilo strategico, tanto che il governo degli Stati Uniti è già intervenuto per lanciare un pianodi potenziamento della produzione nazionale, sostenendo i grandi produttori storici, ad iniziare da Intel e Dell, senza trascurare realtà che stanno sempre più integrandosi verticalmente come sta facendo Apple che ormai sviluppa e produce (anche ricorrendo a terzisti) i propri chip.chip

Se gli Usa si muovono, l’Europa è quasi ferma al palo, con l’unica realtà di rilievo, l’italofrancese Stm, che potrebbe fare di più, ma che è piccola rispetto ai colossi orientali, ad iniziare dalla taiwanese TSMC, leader mondiale incontrastato, e da Samsung. Servirebbe una strategia orientata a supportare il potenziamento della produzione europea, anche per evitare di esporre la manifattura continentale ai marosi dei mercati internazionali, che stanno diventando eccessivamente volubili e fluttuanti, ad iniziare dai costi di trasporto, letteralmente decuplicati rispetto al 2020.

In questa puntata di “Focus” di ViViItalia Tv il quadro della situazione e uno sguardo sui possibili sviluppi a breve e medio termine, tra cui il piano di investimenti da 80 miliardi di euro in Europa di Intel proprio per potenziare la produzione locale.

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