In Emilia Romagna la produzione industriale vola a +20,1%

Il Pil regionale recupererà i livelli del 2019 solo nel 2022. 

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produzione industriale

La produzione industriale emiliano romagnola va al galoppo: nel secondo trimestre 2021, il volume della produzione delle imprese manifatturiere regionale è aumentato del 20,1% rispetto allo stesso periodo del 2020. A rilevarlo è l’indagine congiunturale sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere, Confindustria Emilia Romagna e Intesa Sanpaolo.

La crescita della produzione industriale «conferma la fine della più intensa recessione mai sperimentata dopo il 2009». Il valore delle vendite è cresciuto (+23,1%) anche sull’onda della tensione sui prezzi delle materie prime. L’attività produttiva cresce in tutti i settori, anche se il recupero rispetto al livello pre pandemia è differenziato per comparto: l’industria alimentare ha recuperato i livelli del 2019 (+1,4% a giugno rispetto a due anni fa), la moda resta molto lontana(-19,9%).

I prestiti alle imprese continuano ad aumentare (+2,3% anno su anno a giugno), con una graduale normalizzazione degli andamenti rispetto ai mesi scorsi (il picco fu di +6,8% a febbraio). Crescono anche i depositi, del 20,2% (anno su anno a giugno).

Nelle previsioni dell’indagine semestrale, Confindustria Emilia Romagna evidenzia saldi tra ottimisti e pessimisti mai registrati in precedenza: metàdegli imprenditori si attende un aumento della produzione nella seconda metà del 2021, il 42% una stazionarietà e il saldo ottimisti-pessimisti sale a 46 punti, oltre il doppio rispetto a inizio anno.

Secondo Unioncamere, che si basa sugli scenari di Prometeia, a fine 2021 il Pil dell’Emilia Romagna sarà ancora del 3,7% inferiore rispetto al 2019. I livelli di due anni fa saranno recuperati nel 2022 (+0,4% sul 2019). Ci vorrà più tempo invece per l’occupazione: l’anno scorso gli occupati sono scesi di 59.000 unità (-2,9%) e quest’anno dovrebbe registrarsi un ulteriore calo di 16.000 lavoratori. L’inversione di tendenza comincerà l’anno prossimo e nel 2023 è atteso un ritorno ai livelli occupazionali del 2019. A tirare l’economia regionale, in questi sei mesi, è stato principalmente l’export, che ha registrato una crescita del 24,4% rispetto al primo semestre 2020.

«Pur in un clima ancora in parte incerto e con incognite sul futuro, l’Emilia Romagna pare avviata sulla strada per poter essere la prima regione a uscire dal tunnel, forte di un rapporto imprese-territorio che sta funzionando e conferma la vitalità di questo sistema economico», afferma il presidente di Unioncamere Emilia Romagna Alberto Zambianchi.

Per Cristina Balbo, direttrice regionale Emilia Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo, «le imprese dell’Emilia Romagna stanno tornando più velocemente del previsto ai livelli di fatturato pre-crisi. Anche i livelli dell’export crescono a livelli superiori anche a quelli del 2019».

Parla di clima di fiducia molto positivo il presidente di Confindustria regionale, Pietro Ferrari, che punta il dito su come il 39,7% delle figure richieste sia di difficile reperimento: «bisogna accelerare gli investimenti nella formazione e rendere più efficace il sistema scolastico e formativo, così come è necessario rendere la regione più attrattiva per i giovani che arrivano da altri Paesi e regioni italiane».

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