Morisi indagato a Verona per cessione di sostanze stupefacenti

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La Procura di Verona ha indagato Luca Morisi per detenzione di stupefacente per uso personale e spaccio di droga, dopo essere stato accusato da due giovani.

All’ex capo della comunicazione social di Matteo Salvini, a seguito della perquisizione sono stati rinvenuti in casa due grammi di cocaina, una quantità di stupefacente per uso personale.

L’iscrizione nel registro degli indagati è dovuta al fatto che lo stesso è accusato da due giovani della cessione di sostanze stupefacenti nel weekend a cavallo di Ferragosto scorso.

I due accusatori furono fermati in auto da una pattuglia dei carabinieri, che li trovarono in possesso di una sostanza liquida, che per gli inquirenti si tratterebbe della «droga dello stupro» che cancella nel breve periodo la memoria di chi la assume.

Il procuratore della Repubblica di Verona Angela Barbaglio ha spiegato all’Agi che quello tra i due giovani e Morisi si tratterebbe di un «contatto abbastanza occasionale».

Ha anche chiarito: «Non mi pare risulti altra pregressa attività di spaccio né risulti mai indicato da nessuno come ipotetico spacciatore».

Riguardo al fatto che si tratti di droga dello stupro il procuratore ha affermato che: «Il laboratorio di analisi chimica è subissato di richieste e visto che si tratta di un processo corrente, ordinario, quindi siamo in coda cronologica perché il fatto risale a più di un mese».

Morisi ha affidato la difesa all’avvocato Fabio Pinelli del Foro di Padova che parla di «fatto banale per quanto riguarda l’Autorità Giudiziaria».

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