Morti sul lavoro, strage continua

Secondo l’Inail nei primi otto mesi del 2021 gli infortuni mortali sono stati 772. Crescono dell’8,5% gli infortuni non mortali e del 20% le malattie professionali. 

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Le denunce di infortuni sul lavoro raccolte dall’Inail nei primi otto mesi del 2021 sono aumentate dell’8,5%rispetto allo stesso periodo del 2020, con quelli mortali a quota 772: una strage continua.

Secondo l’Inail, i morti sul lavoro sono in calo del 6,2% rispetto al 2020, mentre nel 2021 crescono i mortiin itinere” (avvenuti nel tragitto casa-lavoro) passati da 138 a 152 (+10,1%).

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La gestione industria e servizi è l’unica a fare registrare un calo degli eventi mortali (-10,4%, da 721 a 646 denunce), mentre gli altri settori sono al rialzo: la sola l’agricoltura passa da 70 a 84 denunce (+20,0%).

A livello geografico, incrementi contenuti degli eventi mortali nel NordEst (da 161 a 167) e nel Centro (da 147 a 150). Decisa crescita nel Sud (da 165 a 211 casi mortali), mentre gli unici territori che vedono una riduzione sono il NordOvest (da 298 a 194) e le Isole (da 52 a 50).

Le denunce di incidenti presentate nei primi otto mesi del 2021 sono state 349.449, oltre 27.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2020. L’incremento riguarda quasi tutti i settori e coinvolge l’intero territorio nazionale, con picchi soprattutto in Basilicata, Molise e Campania. Crescono (+20,6%) anche negliincidenti in itinere”. Le denunce di malattie professionali – contratte durante le attività – salgono del31,5%.

Numeri decisamente elevati, dove spesso gioca un ruolo fondamentale la disattenzione o la sottovalutazione delle conseguenze derivanti da comportamenti superficiali, incuranti del fatto che la prevenzione è sempre la migliore assicurazione sulla propria vita.

Le situazioni iniziano ad essere preoccupanti quando la prevenzione viene metodicamente trascurata, nella errata convinzione che sia solo un costo da tagliare, quando invece si tratta di un investimento con ottimi ritorni: dalla riduzione dei costi operativi, alla minimizzazione dei rischi penali connessi alla violazione delle norme di settore ai maggiori costi per il fermo impianti e gli indennizzi conseguenti ai casi più gravi.

Il governo Draghi è conscio della situazione e punta a rafforzare il numero degli ispettori presenti sul terribtorio, oggi effettivamente non adeguati al numero di controlli periodici da fare, con il risultato che primache un luogo di lavoro sia soggetto a controllo passano mesi se non anni.

Ecco come la graffiante matita di Domenico La Cava interpreta la situazione.morti sul lavoro

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