Covid-19 è allarme in tutt’Europa per l’arrivo della variante Omicron

Da lunedì 29 novembre il Friuli Venezia Giulia va in “zona gialla”, mentre in Alto Adige passano da 20 a 36 i comuni in “zona rossa”. Polemica istituzionale tra il sindaco di Bolzano e l’assessore al turismo del Trentino. 

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In Italia (e in Europa) cresce nuovamente l’allarme per la pandemia da Covid-19 che ora scopre la nuova variante Omicron individuata in persone di ritorno dall’Africa meridionale, tanto che in gran parte d’Europa si è deciso di sospendere i voli dai paesi a rischio. Una variante che pare essere decisamente più virulenta, con la corsa ad adeguare con una lotta sul tempo i vaccini anche a questa nuova veste della pandemia.

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Intanto, da lunedì 29 novembre il Friuli Venezia Giulia vira in “zona gialla” con l’aumento dei vincoli alla popolazione e alle attività economiche. Altra realtà a forte rischio è l’Alto Adige che evita per un soffio la “zona gialla” per ancora una piccola disponibilità di posti nelle terapie ospedaliere, ma che vede salire da 20 a ben 36 i comuni dichiarati dal governo localezona rossa”, con pesanti limitazioni allo svolgimento delle attività delle persone e delle aziende.omicron

I nuovi 16 comuni sono Monguelfo-Tesido, Villandro, Prato allo Stelvio, Laces, Lasa, Tirolo, Campo Tures, Selva dei Molini, Perca, San Martino in Passiria, Selva di Valgardena, Fiè allo Sciliar, Valle Aurina, Cermes, Gais e Malles e vanno ad aggiungersi a quelli di Monguelfo-Tesido, Villandro, Prato allo Stelvio, Laces, Lasa, Tirolo, Campo Tures, Selva dei Molini, Perca, San Martino in Passiria, Selva di Valgardena, Fiè allo Sciliar, Valle Aurina, Cermes, Gais e Malles.

Questi Comuni si aggiungono ai 20 già interessati da norme più severe dal 24 novembre scorso, ossia Rodengo, San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello-Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Ortisei, Moso in Passiria, Funes, Santa Cristina Valgardena, Rasun Anterselva, Rio di Pusteria.

A Bolzano la giunta provinciale ha deciso il rafforzamento dei vincoli proprio per la decisa crescita dei casi di ricovero anche al fine di cercare di salvare l’avvio della stagione turistica invernale, anche se molti dei comuni finiti in “zona rossasono proprio tra le località più rinomate dello sci, con la conseguenza del rapido aumento delle disdette e della mancanza di prenotazioni.

L’aspetto turistico è stato l’oggetto che ha innescato un pesante battibecco istituzionale tra il sindaco Dem di Bolzano, Renzo Caramaschi, e l’assessore al turismo del Trentino, il leghista Roberto Failoni. Quest’ultimo, in un discorso tenuto all’assemblea annuale dell’Associazione albergatori del Trentino, è uscito lamentandosi di come lastampa nazionale non distingua tra Alto Adige e Trentino, facendo un unicum delle due province, non fosse altro che la regione Trentino Alto Adige esiste ancora, evidenziando come la situazione pandemica in Trentino fosse migliore (per il momento) rispetto all’Alto Adige, invitando i turisti a venire in vacanza in Trentino. Un’uscita degna del migliore piazzista territoriale che ha fatto saltare la mosca al naso del sindaco di Bolzano, con Caramaschi che ha bollato come «maleducazione istituzionale di Failoni» l’invito rivolto ai turisti, aggiungendo come «l’assessore starà certamente facendo il suo mestiere. Mi sembra però che il Trentino, che si dice tanto attaccato alla Regione, si stacchi volentieri quando ne ha bisogno».

Comunque, lo stesso Trentino ha poco da cantare vittoria, specie ora che arriva la variante Omicron, visto che in due valli ad alta vocazione turistica come quelle di Fiemme e Fassa – a ridosso dell’Alto Adige – si registra la percentuale più bassa del Trentino di popolazione locale vaccinata con le prime due dosi, mentre una terza, la Val di Sole, le cose migliorano solo di poco. E in presenza di tanti, attesi turisti, anche la circolazione del virus portato anche da soggetti inconsapevoli potrebbe fare il suo sporco lavoro.

A pochi giorni dall’emanazione del nuovo decreto che istituisce il rafforzamento delle azioni di prevenzione con il super green pass, emergono anche le prime incongruenze normative. Tra le principali, l’aver esteso l’obbligo del green pass ordinario per fruire del trasporto pubblico locale su autobus e treni cozza con il fatto che tanti ragazziche utilizzano il servizio per andare a scuola non sono vaccinati, con tutte le conseguenti problematiche per i controlli e per le famiglie.

Da parte degli operatori turistici si lamenta il fatto che per l’accesso alle strutture ricettive e di ristorazione è obbligatorio il possesso del super green pass, cosa che pone serie vincoli alle famiglie con figli minori che vorrebbero andare in vacanza, visto che fino ad ora ai minori la vaccinazione non era consigliata. Di fatto, molte famiglie nel dubbio preferiranno trascorrere le festività di Natale e fine anno tra le più sicure quattro mura di casa, con tanti saluti all’economia, che l’ultima analisi di Congiuntura Flash del Centro studi Confindustria annunciain deciso calo nell’ultimo mese dell’anno proprio per via dell’incertezza legata alla diffusione della pandemia da Covid.

Ecco come la graffiante matita di Domenico La Cava interpreta la situazione.omicron

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