Confartigianato: il divario con il resto d’Europa è in 17,8 miliardi di tasse in più

Granelli: «il fisco è sempre il nemico numero uno del settore». 

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Confartigianato
Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli.

Secondo Confartigianato, il sistema della piccola e media impresa in Italia è troppo vessato dalle tasse e rimane più difficile lavorare rispetto alla concorrenza europea, facilitata da una burocrazia più efficiente e meno invadente, tasse più leggere e norme chiare. Queste le accuse lanciate dal presidente della categoria, Marco Granelli, in occasione dell’assemblea generale.

«Vogliamo un Paese che sostenga convintamente il nostro impegno a costruire il futuro. Chiediamo il pieno coinvolgimento delle piccole imprese nell’attuazione del Pnrr e grandi riforme per rimuovere gli ostacoli storici allo sviluppo del Paese e al rilancio delle attività produttive» ha detto Granelli, rispondendo anche al saluto mandato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aveva evidenziato come «il mondo della piccola impresa diffusa ha affrontato con coraggio e resilienza questa durissima prova, confermando il suo ruolo di ossatura delle comunità territoriali e di àncora per la tenuta sociale».

Per il presidente di Confartigianato il Pnrr «le cui risorse non si devono disperdere in spese improduttive, deve fare leva sui punti di forza del Paese, puntando sulle micro e piccole imprese, il 94% del sistema produttivo, che contribuiscono a faredell’Italia la seconda manifattura d’Europa dopo la Germania. Nel Pnrr occorre un Garante per le Mpi, e in questo senso attribuiamo strategica importanza al Tavolo permanente con le parti sociali, perché sia una reale occasione di coinvolgimento e di collaborazione».

Granelli ha poi affrontato il tema cruciale delle riforme, «senza le quali non si va da nessuna parte a cominciare dal fisco perché paghiamo troppe tasse, quasi 18 miliardi in più rispetto alla media dell’Eurozona, e in modo troppo complicato. E allora, meno tasse e più semplici da pagare: è questa la strada per rilanciare lo sviluppo».

«L’accordo raggiunto tra i partiti della maggioranza – ha sottolineato il presidente di Confartigianato – rappresenta la giusta direzione per aggredire la pressione fiscale e semplificare la vita delle imprese. Riteniamo corretto che la riduzione dell’IRPEF riguardi tutte le forme di reddito in cui è essenziale la componente lavoro. E consideriamo altrettanto indispensabili l’introduzione della tassazione proporzionale del reddito d’impresa per ditte individuali e società di persone e il superamento dell’IRAP per le piccole imprese».

Tra le riforme per lo sviluppo, Granelli ha indicato la necessità di investire sulla formazione tecnica e professionale, mentre sul fronte del sostegno finanziario alle imprese ha sollecitato forme di capitalizzazione per valorizzare il rapporto della piccola impresa con il suo territorio sul modello dei “minibond”, e di ricostituire la finanza di territorio agendo sui Confidi in una logica di riforma che li abiliti ad andare oltre la garanzia.

Granelli ha poi denunciato «i rincari del 35,2% in un anno delle materie prime non energetiche che costano 46,2 miliardi alle piccole imprese. Anche sul fronte dell’energia elettrica, servono riforme strutturali perché le piccole imprese italiane pagano il prezzo più alto d’Europa, il 23% in più della media dell’Eurozona. Non solo: a causa di una profonda iniquità nell’attribuzione degli oneri generali di sistema, meno consumano, più pagano. Bisogna eliminare queste distorsioni».

Tra i cambiamenti strutturali da attuare, Granelli ha poi indicato la riforma del Codice degli appalti e ha rinnovato «l’appello a non frenare il “Superbonus 110%” e gli incentivi per il sistema casa che stanno rimettendo in moto il settore delle costruzioni, con benefici per l’ambiente e i consumatori. Non si possono cambiare le regole in corsa e senza confronto preventivo, creando ansia di precarietà nelle imprese e nei cittadini».

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