Sempre più ampia la scollatura tra società e politica

Le formazioni politiche giocano a rimpiattino tra loro, mentre l’economia rischia un nuovo tracollo per un Pil che rimbalza meno del necessario, oltretutto “limato” da un’inflazione che viaggia al 4%, e il caro materie prime. 

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scollatura tra società e politica

La scollatura tra società e politica in Italia è sempre più ampia, quasi che la politica vivesse in un empireo decisamente lontano dalla realtà in cui vivono e operano cittadini ed imprese.

Davvero non si capisce come capi, capetti e mezze tacche della politica si balocchino nel giochino dellapresentazione di migliaia di emendamenti alla legge Finanziaria 2020 (ben oltre 6.000!) impegnando al proposito ingenti risorse umane oltre che di stamperia (e che dire della carta su cui vanno stampate: dov’è finita la tutela dell’ambiente?). Per poi finire sotto la tagliola del premier Draghi che impone un taglio a meno di 1.000, contingentandoli per ciascuna forza politica in base al loro peso parlamentare. Ma le forze politiche di maggioranzanon erano loro ad avere dettato i capisaldi della manovra finanziaria 2022? Sarebbe bello saperlo.

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E che dire della discussione sui subentri nei seggi vacanti o contestati? Ore di sterile discussione, di bandierine piantate salvo poi rinviare il tutto a un nuovo giro di giostra.

Intanto l’economia italiana vive un momento di gloria fatua, con il Pil nostrano che coglie il record europeo di crescita al 6,4%, dimenticandosi che più che crescita sarebbe meglio chiamarlo rimbalzino, oltretutto neanche parial crollo (-9%) del 2020, quando gli altri Paesi dell’Unione europea hanno già recuperato le perdite più limitate di quelle italiane. E poi, si gonfia il petto dinanzi alla crescita del 6,4%, quando sarebbe più corretto parlare di una crescita al netto dell’inflazione (3,8%), ovvero del 2,6%, cosa che cambia profondamente la prospettiva, specie alla luce del debito pubblico ultra mostruoso.

Profonda è pure la scollatura tra società e politica sulle cose urgenti da fare: invece di concentrare l’attenzione su poche e determinate cose (su tutte, il taglio consistente delle tasse, il taglio della burocrazia e degli sprechi), ci si limita a fare il tira e molla della coperta corta, con in più il terzo incomodo dei sindacati che reclamano attenzione per i soliti assistiti di Stato dimenticandosi di quel milione di Partite Iva cessate, che non fregano a nessuno.

L’avvento del governo Draghi era stato salutato all’insegna dell’arrivo nella stanza dei bottoni di persone capaci e avvedute, capaci di dare un taglio netto alle manfrine politiche del recente passato, ma così non sta accadendo, con un premier sempre più impantanato nelle pastoie della peggiore politica politicante.

Ecco come la graffiante matita di Domenico La Cava interpreta la situazione.scollatura tra società e politica

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