L’economia trentina torna sopra i livelli di pre crisi Covid

Indagine della Camera di commercio che registra un deciso aumento dei fatturati (+12,8%). Allarme per il futuro prossimo legato alla recrudescenza della pandemia che inizia a frenare il turismo. 

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La dinamica congiunturale, rilevata nel terzo trimestre 2021 dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di commercio di Trento, riveste particolare importanza perché, se paragonata allo stesso periodo del 2020, interessato da un andamento solo parzialmente influenzato dall’emergenza Covid-19, registra un recupero decisamente intenso dell’economia trentina e tale da superare abbondantemente anche i livelli pre-crisi.

Il fatturato complessivo realizzato dalle imprese esaminate nell’indagine trimestrale aumenta del 12,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, confermando la fase di sensibile ripresa. Tutti i settori si caratterizzano per una variazione decisamente positiva del fatturato su base tendenziale, con il manifatturiero che si distingue per l’andamento più favorevole (+16,7%) e il commercio al dettaglio per essere quello meno consistente, pur mantenendosi su valori positivi (+5,0%). Tra i due estremi si collocano i servizi alle imprese e terziario avanzato(+16,4); le costruzioni (+12,5%), comparto sostenuto dalle misure di supporto nazionale come il superbonus e l’ecobonus; il commercio all’ingrosso (+12,3); i trasporti (+11,1%), che registrano una ripresa rilevante grazie al recupero generalizzato di tutte le altre attività economiche.

Sarà comunque interessate vedere l’evoluzione del IV trimestre, quando si sentiranno appieno gli effetti del generale rallentamento dei mercati esteri, ad iniziare da quello tedesco, che a ottobre ha fatto registrare una forte, inattesa, battuta d’arresto negli ordinativi all’industria, calati di ben il 6,9%, dato che costituisce un forte campanello d’allarme per l’economia trentina.

La domanda continua a essere sostenuta in tutte le sue componenti, locale (+9,9%), nazionale (+15,1%) ed estera (17,6%), e anche le esportazioni evidenziano una ripresa particolarmente significativa, con una variazione positiva su base annua del 17,6%.

L’occupazione, in linea con il precedente trimestre, evidenzia una crescita moderata (+2,6%). Le variazioni positive più marcate si rilevano nei settori dei servizi alle imprese e del manifatturiero. Si riduce, invece, leggermente il numero degli addetti del comparto delle costruzioni (-1,3%).

L’andamento occupazionale presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) è fondamentalmente stabile (+0,5%), mentre risulta in crescita tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50), con aumenti pari, rispettivamente, a +3,9% e a +3,6%.

Gli ordinativi continuano a crescere a ritmo sostenuto (+40,3%), interessando trasversalmente tutti i settori e, in particolar modo, il commercio all’ingrosso e il manifatturiero.

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda, pur evidenziando delle oscillazioni notevoli tra settori, riflettono il sensibile miglioramento della situazione economica complessiva e, in termini prospettici (di qui a un anno), esprimono ottimismo, nonostante le preoccupazioni legate a una possibile ripresa dei contagi e alle tensioni inflazionistiche.

«Il fatturato dei primi nove mesi del 2021 – ha commentato il presidente della Camera, Giovanni Bort – non solo supera del 16,6% quello dello stesso periodo del 2020, ma registra anche una crescita dell’economia trentina del +7,2% rispetto all’intervallo gennaio-settembre del 2019, periodo antecedente la crisi innescata dall’emergenza sanitaria. Si tratta di un risultato che infonde fiducia e che dobbiamo “patrimonializzare” per massimizzarne gli effetti a beneficio di una condizione di crescita strutturale. È comunque necessario non abbassare la guardia, confidare nella scienza e prendere atto che anche la ripresa economica passa da un’adesione diffusa e consapevole alla campagna vaccinale».

Tra gli operatori economici, specie quelli del turismo e della ristorazione, torna a fare capolino la crisi, con molti operatori che iniziano a registrare mancate prenotazioni o disdette specie per il periodo successivo al Natale, ricorrenza dovrebbe vedere il Trentino ancora fuori dalla “zona gialla”, il cui ingresso è previsto dai vertici della sanità trentina proprio verso la fine d’anno. Nel dubbio, sono tante le persone che preferiscono evitare di trascorrere una vacanza in una zona dove il rischio di contagio da Covid è più elevato, nonostante la battentecampagna promozionale all’insegna dello sloganRespira il Trentino”, in questo contesto decisamente poco felice.

Problemi anche nel settore della ristorazione, vuoi anche per la complicazione per la distinzione tra green pass ordinario sufficiente per le consumazioni al bancone o al tavolo in regime di mensa e il super green pass per tutte le consumazioni al tavolo, con molti operatori che stanno riallestendo i loro locali suddividendoli in base alla certificazione verde dei clienti.

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