Concerto di Vasco Rossi a Trento: crescono i dubbi sulla sua sicurezza

Denuncia del Pd Trentino: «la commissione vigilanza espresse parere negativo, vi sarebbero state pressioni per ritirare il parere e minacce di sostituzione dei componenti». 

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Vasco Rossi
Il presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti.

Attorno all’effettuazione del mega concerto di Vasco Rossi a Trento con un’ipotesi di 120.000 spettatori come evento prologo del tour 2022 crescono i dubbi sulla sua effettiva realizzabilità, oltre che nubi sempre più nere e foriere di tempesta sull’operato della giunta provinciale a trazione leghista che ha fortissimamente voluto l’evento, tanto da “sorvolare” su alcuni aspetti tecnici che stanno venendo al pettine pur di centrare un successo di mera immagine, in gran parte sostenuto dai contributi economici dell’Autonomia speciale.

In una conferenza stampa, il gruppo del Partito Democratico ha svelato alcuni retroscena intercorsi tra la giunta provinciale guidata dal leghista Maurizio Fugatti e i responsabili della Commissione provinciale sulla vigilanza e sicurezza, da cui sono emersi seri dubbi sulla fattibilità dell’evento da parte dei tecnici.

«Dalla documentazione ottenuta dal Gruppo del Partito Democratico del Trentino emerge che ad ottobre la Commissione di vigilanza ha espresso parere negativo sulla sicurezza, e che vi sarebbero state pressioni sulla struttura amministrativa per ritirare il parere, anche minacciando la sostituzione dei componentidenunciano i consiglieri Sara Ferrari, Alessio Manica, Alessandro Olivi, Giorgio Tonini e Luca Zeni -. Alla fine, il tentativo di bypassare la Commissione con una consulenza esterna. Ma sulla sicurezza non si scherza: piazza San Carlo aTorino non ha insegnato niente

Secondo gli esponenti Dem, «l’azione della giunta provinciale, come è emerso anche dalla recente manovra di bilancio, è caratterizzata principalmente dalla gestione dell’ordinaria amministrazione, senza particolari idee di sviluppo, con la politica concentrata soprattutto sulla distribuzione delle risorse in chiave elettorale. In questo contesto non sorprende che il principale progetto di governo della legislatura sia ormai diventato il concerto di Vasco Rossi, nel pieno rispetto della nota strategia politica del “panem et circenses”».

Il gruppo del Partito democratico del Trentino, rispetto a questo evento, «ha avuto un approccio imparziale, ritenendo che dovesse essere valutato alla stregua di ogni altra iniziativa turistica, più che culturale, come ad esempio i ritiri delle squadre di calcio. Rispetto al concerto, negli scorsi mesi sono apparsi moltissimi elementi che evidenziano costi molto elevati a carico della Provincia di Trento, con condizioni contrattuali molto sconvenienti per l’ente pubblico, rispetto a quanto avviene negli altri territori (il confronto è stato riportato in alcune interrogazioni in particolare del consigliere Manica); su questo punto attendiamo le analisi ufficiali, che ancora non sono state prodotte».

Il problema che sta emergendo come un macigno sulla sostenibilità di tutta l’operazione e sulla credibilità anche del governo provinciale leghista, è l’aver firmato un contratto con il cantante prima ancora di avere accertatol’effettiva possibilità di svolgere l’evento nell’area indicata, la località San Vincenzo. «Un punto però tutti davano per scontato, perché rispondente alle più basilari regole del buon senso, prima ancora che del diritto: che prima di firmare un contratto vincolante e costoso, fosse stato compiuto il normale iter previsto dalle norme di legge per verificare i requisiti di sicurezza necessari per organizzare un evento con 120.000 persone. Purtroppo il quadro che emerge dalla documentazione ottenuta dal Gruppo consiliare del Partito Democratico, in seguito ad una richiesta di accesso agli atti del consigliere Luca Zeni, lascia increduli e preoccupati sia rispetto agli aspetti legati alla sicurezzadell’area, sia rispetto alle forzature e alle pressioni della politica sui funzionari pubblici responsabili».

Dalla documentazione ottenuta dai consiglieri Dem emerge chiaramente quanto segue: «in data 27 luglio 2021 il dirigente del Servizio Polizia amministrativa della Provincia scrive al suo Dirigente Generale che il prospettato concerto “inspiegabilmente, non è stato, in alcun modo ed in alcuna forma, oggetto della preventiva necessaria e obbligatoria valutazione da parte della Commissione Provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo (sia con riferimento al luogo, dato già per approvato, e sia con riferimento ai numeri folli di cui stanno parlando i giornali). Ricordo che per competenze tecniche, esperienza professionale e attribuzioni giuridiche la CPVLPS è l’unico Organo specificamente preposto, in Provincia di Trento, alla verifica di tutte le condizioni di sicurezza dei luoghi e degli eventi pubblici di tale tipologia (compresa, come indicato dal TGRA di Trento, la connessa valutazione dell’affollamento, della viabilità e dei parcheggi). Si suggerisce pertanto di non firmare contratti prima di tale formale valutazione”».

Già questa comunicazione avrebbe dovuto consigliare prudenza ai vertici della Provincia, ma così non è stato. La denuncia dei consiglieri del Pd prosegue affermando come «il 27 ottobre 2021, la Commissione Provinciale di Vigilanza sui teatri ed altri locali di pubblico spettacolo, composta da persone esperte del settore, con un rappresentante del Questore ed uno del Servizio antincendi e Protezione Civile, esamina l’area, e constata che le caratteristiche dell’area non consentono adeguate vie di fuga in caso di evento avverso, trovandosi chiusa di fatto su tutti e quattro i lati. Questo significa che “data la programmata presenza di oltre 120.000 persone, può determinare pericolose interferenze, travolgimenti e schiacciamenti delle persone coinvolte da un evento avverso(come hanno insegnato i fatti di piazza San Carlo di Torino)”. Pertanto la Commissioneritiene, da un primo esame, che l’area non sia idonea per ospitare un evento con la presenza di 120.000 persone, ma reputa opportuno riconvocare la Commissione con la presenza anche del Sindaco di Trento o di un suo delegato per il giorno 29 ottobre”. – lo stesso 27 ottobre 2021 viene riconvocata la Commissione “allargata” per il 29 ottobre».

«Fin qui siamo nel merito, e lascia sbalorditi che la Provincia, prima di confermare l’evento, non avesse verificato le condizioni di sicurezza, né condizionato il contratto a tale verifica – denunciano Sara Ferrari, Alessio Manica, Alessandro Olivi, Giorgio Tonini e Luca Zeni -. Preoccupa la netta chiarezza con la quale la Commissione elenca i motivi per i quali mancherebbero le condizioni minime di sicurezza, in quell’area, con un rischio elevatissimo di conseguenze molto gravi in caso di evento avverso, come nel caso di Piazza San Carlo a Torino». Fatti che il 3 giugno 2017, dinanzi ai maxischermi allestiti per assistere alla finale di Champions League Juventus-Real Madridcausarono un morto immediato e due successivamente a causa delle complicanze, oltre a 1.500 feriti.

Tornando alla denuncia dei consiglieri del Pd, «la successiva documentazione fa emergere invece comportamenti istituzionali molto gravi: la stessa sera del 27 ottobre 2021 il dirigente del Servizio Polizia amministrativa della Provincia (peraltro “partecipante” alla Commissione, ma non componente “votante”) veniva “convocato dalla Segreteria della Presidenza proprio in relazione a tale verbale”, e lo stesso scrive, in una nota inviata al Dirigente Servizio Prevenzione rischi e cue, “che in tale occasione (erano presenti anche il Presidente Maurizio Fugatti, l’Assessore Failoni, il dott. Nicoletti e l’ing. De Col), sono pesantementeaccusato” per quanto deliberato dalla Commissione di vigilanza e sono stato ripetutamenteinvitato (!!!) ad annullare tale verbale” e “sono stato incredibilmente rimproverato” per aver organizzato un sopralluogo al Modena Park, dove si è svolto l’ultimo grande concerto di Vasco Rossi. Nella stessa nota, il dirigente riferisce che gli sia stata prospettata una “modifica della composizione” della Commissione, e che, a fronte del suo diniego (anche perché giuridicamente non possibile) di modificare il verbale della stessa, ha ricevutopesanti parolecontro di lui e della sua professionalità».

«Gli veniva infine chiesto di “sconvocare” l’incontro della Commissione per il giorno 29 ottobre 2021. Il 28 ottobre veniva sconvocata la riunione della Commissione; il Servizio Polizia amministrativa della Provincia veniva escluso dalla fase successiva, sia dagli incontri con il Comune di Trento sia da quelli preparatori di un incarico da affidare all’esterno (annunciato anche pubblicamente dal presidente Fugatti), deciso dopo il parere negativo della Commissione; il 24 novembre il Servizio Polizia amministrativa della Provincia veniva coinvolto alla fine della ricognizione per un parererispetto all’incarico di consulenza esterna, ed il dirigente evidenziava una lunga serie di lacune rispetto alla sicurezza dell’area, sia alla capienza massima (nel frattempo le vendite sono proseguite come se nulla fosse). Il giorno 1° dicembre 2021 il dirigente del Servizio ribadisce che la competenza rispetto alla valutazione sull’idoneitàdell’area è della Commissione di Vigilanza, e che la stessa, pur non essendo stata coinvolta nell’iter, qualora la consulenza esterna fornisse elementi nuovi, li valuterà. Questo il percorso, molto chiaro, che emerge dalla documentazione ottenuta attraverso l’accesso agli atti rivolto al Servizio Polizia amministrativa della Provincia».

Secondo gli esponenti Dem «ne emerge un quadro preoccupante sotto il profilo della sicurezza delle persone per un evento con così tanto pubblico; problematico sotto il profilo dei rischi contabili, nel caso vi fossero limitazioni di pubblico dovute a questa negligenza della Provincia, che ha firmato il contratto prima di verificare l’idoneitàdell’area; inaccettabile sotto il profilo istituzionale, perché la politica non può in alcun modo esercitare pressionitali sulla struttura, per ottenere il risultato voluto, soprattutto su un tema tanto rilevante come la sicurezza».

«Lasciamo ad altri organi la valutazione sulla liceità dei comportamenti descritti nella documentazione, ma sottolineiamo come tale “disinvoltura” della giunta non sia in nessun modo giustificabile ed accettabile. Il Gruppo consiliare del Partito Democratico invita pertanto la Giunta provinciale ad attenersi a quanto prevede il diritto, sia nel ritenere prioritaria la sicurezza nell’organizzazione dei grandi eventi, compreso il concerto di Vasco Rossi, sia nel rispettare la separazione dei ruoli e le competenze degli organismi deputati a svolgere le valutazioni tecniche sulla sicurezza, a tutela di tutta la comunità».

Se quanto denunciato dagli esponenti del gruppo Pd in Consiglio provinciale fosse vero – ed è difficile dubitare del contrario stante i documenti ufficiali rintracciati – sull’operato del governo provinciale guidato dal leghista Maurizo Fugatti si aprirebbero una serie di pesanti ed inquietanti interrogativi, vuoi per non avere rispettato le normative vigenti, vuoi soprattutto per avere dato quello che ai più è un eccesso di copertura pubblica agli organizzatori di un evento che ha tutte le caratteristiche di un fatto commerciale privato, dotato di un paracadute extra-extra-extra large tessuto con i soldi pubblici, che vanno dalla sistemazione dell’area del concerto a cura della Protezione civile provinciale alla garanzia dell’acquisto di circa la metà dei biglietti per garantirne la distribuzione sul territorio dell’Euregio tirolese.

Stante questo genere di condizioni dove il rischio imprenditoriale pare abbondantemente coperto dal pubblico, si capisce la soddisfazione di Rossi, che potrebbe pure aumentare se la data inaugurale del suo tour 2022 dovesse saltare per ragioni di forza maggiore: tra incassi garantiti e probabili penali tutte in capo alla Provincia di Trentoper non avere rispettato le procedure potrebbe pure fare bingo. Ce n’è abbastanza perché chi di dovere si muova per accertare se quanto denunciato dagli esponenti d’opposizione è fondato e per chiamare alle proprie responsabilità chi ha agito con un eccesso di superficialità e di sicumera.

Da parte sua, la Provincia di Trento puntualizza in una nota una serie di punti, rimandando tutto alla consulenza del professionista che dovrà stilare una relazione finale sulle prescrizioni da adottare, ribandendo poi come tutti gli aspetti legati alla sicurezza dell’evento toccano all’organizzatore del concerto.

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