Lotta all’evasione Iva: nel 2022 giro di vite sugli acquisti degli italiani

Cresce la capacità del fisco di analizzare la capacità e le modalità di spesa delle persone chiamate a giustificare comportamenti che non corrispondono con la propria dichiarazione tributaria. 

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evasione iva

Il 2022 rischia di diventare l’anno zero della lotta all’evasione fiscale, specie quella in ambito dell’evasione Iva, complice anche gli impegni dell’Italia sottoscritti con l’Europa per l’erogazione dei fondi del Pnrr, perché ogni annonel Belpaeseballano” circa 19,6 miliardi di euro di mancato gettito.

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Per la bisogna, il fisco sta affilando le sue armi che passano attraverso un rafforzamento della capacità di indagine e di analisi delle spese dei cittadini, specie quelle che sfuggono alla fattura o allo scontrino: agendo sulla mole di oltre 2 miliardi di dati generati ogni anno dai vari passaggi, il Fisco vuole approfondire la sua capacità di incrocio, con buona pace della riservatezza dei cittadini, i quali non potranno più opporre alcun diniego al grande fratellofiscale.

A questo scopo, il governo ha resuscitato l’art. 1, comma 681 della legge 27 dicembre 2019 n.160 che, in campo alla lotta all’evasione, ha introdotto una serie di deroghe e limitazioni alla tutela dei diritti e garanzie dei contribuenti, che possono essere ristretti e compressi per il bene superiore di garantire il gettito tributario allo Stato.

Di fatto, l’Agenzia delle entrate punta a trasformarsi in una sorta di grande fratello occhiuto su tutte le transazionie acquisti che fanno cittadini ed imprese, analizzando l’enorme mole di dati che ciascuno genera utilizzando i canali social, spesso vere e proprie vetrine del proprio stile di vita e della relativa capacità di spesa. Sarà sempre più difficile giustificare agli esattori uno stile di vita lussuoso e godereccio dinanzi ad una dichiarazione dei redditi striminzita.

Certo, verrà creato un nuovo moloch di difficile gestione probabile complesso funzionamento, con la possibilità molto forte che dati afferenti alla sfera privata dei cittadini possano sfuggire dagli ingranaggi della macchina tributaria, finendo in pasto a qualche foglio scandalistico con conseguente sputtanamento gratuito per lo spiattellamento al pubblico dei vizi di qualche vippone di turno.

Se l’obiettivo dello Stato e dell’Unione europea è combattere la copiosa evasione Iva (di cui parte del gettito finisce direttamente nel bilancio di Bruxelles) si poteva scegliere una via più semplice e vantaggiosa per tutti: la possibilità di dedurre in tutto o in parte una serie di spese a maggiore rischio di evasione. Ne avrebbe goduto l’amministrazione fiscale per l’immediata emersione di redditi e anche i cittadini per la minore complicazione complessiva e il risparmio fiscale senza essere chiamati a giustificare le proprie spese e, soprattutto, senza allargare la macchina pubblica ad un nuovo, inutile grande fratello fiscale.

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