Il porto di Trieste si conferma primo scalo ferroviario d’Italia

Il numero di treni cresce del 15%, i volumi totali +2%, traffico ro-ro +25%. In calo il traffico container (-2,42%). D’agostino: «sistema portuale sempre più sostenibile, in continua trasformazione e meno dipendente dalle rinfuse liquide». 

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porto di trieste ocean alliance

Il porto di Trieste nel 2021 ha avviato un forte recupero sul primo anno della pandemia, con volumi totali in crescitadel 2,23% pari a più di 55 milioni di tonnellate movimentate. Inoltre, lo scalo è tra i leader per sostenibilità su scala continentale: oltre il 50% dei container e il 41% dei semirimorchi viaggiano verso l’Europa Centro-Orientale attraverso i servizi intermodali che quotidianamente partono e arrivano da/a Trieste, in controtendenza rispetto alla media italiana e di altri paesi europei. Trieste si conferma primo scalo ferroviario d’Italia con 9.304 treni nel 2021 (+15,13%). Risultati in anticipo su quanto previsto dall’UE che stabilisce entro il 2030 per il traffico cargo ferroviario la soglia del 30% entro il 2030, e del 50% entro il 2050.

Prendendo in esame i settori merceologici, spicca il dato del general cargo (Ro-Ro e container), in crescita del 8,19% (17,3 milioni tonn). Nel 2021, il comparto Ro-Ro ha confermato una crescita sostenuta (+25,57%; con 305.804 unità transitate), che stabilisce un record storico assoluto: l’Autostrada del Mare con la Turchia ha raggiunto 763 toccate (+34%), nel 2020 furono 569. In leggera flessione, invece, il settore container: -2,42% pari a 757.243 TEU movimentati, a causa della pandemia, blocco di Suez, aumento dei noli, difficoltà nel reperimento di TEU vuoti e, in ottobre, le manifestazioni al Varco 4.

Queste cause hanno avuto ripercussioni sul traffico containerizzato: il decremento è dovuto in particolare al terminal contenitori TMT (-5 %) con oltre 652.00 TEU movimentati; al contrario, il traffico container sulla linea dei ferry Ro-Ro da/per la Turchia ha registrato +25,76% con 104.769 TEU. La nuova piattaforma logistica gestita da HHLA PLT, ha accolto a fine 2021 la prima portacontenitori inaugurando il servizio “TMX3” di CMA CGM che collega la Turchia e gli scali del Mar Adriatico con frequenza settimanale. Concludendo con il settore container, va considerato che la sottocategoria TEU pieni ha registrato un -0,03% (600.911 TEU) a fronte di un -10,62% (156.332 TEU) di TEU vuoti. Inoltre, si segnala il risultato estremamente positivo del traffico “hinterland gateway diretto” (+7,16%) con 529.740 TEU (che diventa +9,16% se paragonato al 2019, anno pre-pandemia).

Dinamica positiva per le rinfuse solide (+5,73%) con 571.791 tonn. movimentate; le rinfuse liquide hanno mantenutogli stessi valori del 2020 (-0,37%) con 37,4 milioni di tonn. Record sul singolo mese di dicembre per Adriafer con la manovra di 783 treni, la miglior performance storica, considerando la serie dei singoli mesi di dicembre. In ripresa anche il porto di Monfalcone, che ha registrato una movimentazione di 3,2 milioni di tonnellate (+11,39%) con crescita delle rinfuse solide (2,4 mln tonn.; +20,91%).

I dati relativi ai risultati 2021 del Porto di Trieste «ci restituiscono la fotografia di un sistema portuale dinamico, in continua trasformazione, sempre meno dipendente dalle rinfuse liquide e sempre più sostenibile – commenta del presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino -. Siamo sul binario giusto soprattutto se guardiamo ai numeri del traffico ferroviario che assumono particolare rilevanza e appaiono pienamente coerenti con le linee guida in termini di sostenibilità adottate dall’UE».

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