Trentino, la giunta leghista rialza le tasse ritoccando l’addizionale Irpef

La maggioranza di centro destra vota il provvedimento che penalizza i contribuenti trentini. Contro le sinistre. 

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Giunta Fugatti
Il presidente della provincia di Trento, il leghista Maurizio Fugatti.

La maggioranza di centro destra guidata dal leghista Maurizio Fugatti che governa il Trentino aumenterà le tasse ai residenti della Provincia, ritoccando al rialzo l’addizionale Irpef, confermando le esenzioni Imis per le coop sociali e le onlus.

Il testo è stato approvato con 16 voti favorevoliben sotto la maggioranza assoluta del Consiglio di 18 e pure inferiore a quella su cui dovrebbe contare la maggioranza a trazione leghista -, sei contrari e sette astenuti.

Secondo l’assessore agli enti locali, Mattia Gottardi, il testo normativo è dovuto alla necessità di allineare l’Irpef con l’addizionale Irpef con l’aumento dello 0,5% per i contribuenti con un reddito lordo sopra 50.000 euro. Il provvedimento comporterà un maggiore gettito per la Provincia di circa 450.000 euro.

Riguardo alle esenzioni, quella dell’Imis viene prorogata per le cooperative sociali e le onlus anche per il 2022, con un minor gettito di circa 350.000 euro, compensato ai comuni dalla Provincia.

Nette le critiche all’operato della giunta leghista che mette le mani nelle tasche dei contribuenti a reddito medio, oltre anche in quelli più poveri, avendo precedentemente abbassato la soglia di esenzione dall’addizionale Irpef dai precedenti 20.000 euro a 15.000, pari ad un reddito netto mensile di poco più di 970 euro al mese.

Particolarmente critico l’ex presidente del Trentino ed esponente di Azione, Ugo Rossi: «questa è la Giunta del gratis ma nel 2016 il gettito dell’addizionale Irpef era di 91,3 milioni e nel 2019 di 76 milioni di euro. Nel 2020 è salito a 78 milioni e nel 2021 a 92,3 milioni di euro e adesso siamo a 90 presunti. Cifre che spiegano da dove è venuto il gratis. E’ venutodall’aumento di tasse di 13 milioni di euro. Il ddl fa un ritocco che non conta nulla, ma la realtà è che l’addizionale Irpef con la Lega al governo del Trentino è cresciuta».

Critico pure l’esponente di Onda Civica, Filippo Degasperi, che ricorda a Fugatti e alla Lega le promesse elettorali di riduzione delle tasse, «salvo che la prima mossa della giunta a guida Lega è stata la penalizzazione dei più poveri, quelli sotto i 20.000 euro. E oggi si torna ad aumentare l’addizionale contando sul fatto che la gente pensa che sia sempre colpa di Roma; nel caso dei pensionati la pressione fiscale è occultata dal fatto che non viene più mandato il cedolino Inps».

Sulle mancate promesse del governo provinciale di centro destra di tagliare le tasse interviene anche il Dem Giorgio Tonini, secondo cui «l’aumento dell’addizionale Irpef solleva una questione di fondo perché si tratta di un ennesimo aumentoche viene introdotto in un momento grave in cui di solito si tagliano le tasse. In Trentino abbiamo occupato tutti gli spazidell’addizionale Irpef aumentando le tasse e quindi sarebbe onesto dirlo. Da parte del Pd è stata avanzata la proposta di ragionare sullo scaglione dai 15.000 ai 28.000 euro, tenendo conto degli scaloni netti che rendono la situazione ancor più pesante. Questa norma, inoltre, ripropone la questione dell’autonomia fiscale: il Trentino ha competenze di spesa smisurate, ma nessuna voce in capitolo sulle entrate. Un tema cruciale che andrebbe affrontato con Bolzano perché, ferma la quota che dobbiamo dare allo Stato, sul resto va aperta una discussione. Dovremmo poi puntare ad armonizzare i livelli fiscali con ciò che succede al di là del Brennero per evitare fenomeni di concorrenza fiscale e rivendicare il ruolo di una grande regione europea transfrontaliera. Su questi temi questa legislatura è stata completamente perduta sia a Trento che a Roma».

A tentare una difficile difesa d’ufficio in netto contrasto con le promesse elettorali del 2018 che hanno consegnato alla Lega uno storico trionfo elettorale ormai sgonfiato, la capogruppo Mara Dalzocchio che ha parzialmente risposto alle critiche di sponda Dem: «la presunta giunta del gratis è sempre meglio della giunta del no. Sì, c’è stato un aumento delle tasse sopra i 50.000 euro, ma il trasporto pubblico è gratis per gli ultrasettantenni è stato fatto (provvedimento che vale 300.000 euro rispetto ai 14 milioni rastrellati dal rincaro dell’addizionale del 20%, ndr), così come la riduzione dell’abbonamentoper gli studenti e l’“urban pass” sull’autostrada del Brennero tra i caselli di Rovereto Sud e Trento Nord, così come l’entratagratis ai musei la prima domenica del mese».

Oggettivamente, un bilancio decisamente magro, con buona pace delle premesse.

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