Nostrano Monte Ozolo, un formaggio classico dal sapore originale

Lavorato con latte vaccino crudo esclusivamente trentino, sfoggia un sapore deciso e lievemente piccante. 

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Nostrano Monte Ozolo

Il Nostrano Monte Ozolo prodotto dall’omonimo caseificio noneso, è un formaggio classico prodotto con latte vaccino crudo intero della provincia di Trento, in particolare quello della mungitura della mattina.

La trasformazione avviene in caldaia di rame dove al latte viene addizionato un fermento selezionato e il caglio bovino. Una volta raggiunta la consistenza desiderata, la cagliata viene tagliata e cotta lentamente ad una temperatura di 47-48°C per poi venire lasciata depositare sul fondo della caldaia, dove riposa prima di essere estratta, porzionata nelle diverse forme, avvolta in tele di lino e sottoposte a pressatura per l’espulsione del siero residuo.

Il giorno successivo alla pressatura, le forme di foggia cilindrica a scalzo basso vengono messe in salamoia, dove rimangono per 4 giorni, per poi venire messe a maturare in magazzino su assi di legno per la stagionatura. Qui verranno periodicamente rivoltate e trattate con olio di lino. La crosta è liscia e regolare dal caratteristico colore giallo paglierino.

Il Nostrano Monte Ozolo può essere consumato fresco, a 2-3 mesi di stagionatura, se si preferisce un sapore delicato, oppure stagionato a 8-12 mesi per apprezzare un sapore più corposo.

Il formaggio con maggiore stagionatura sfoggia una pasta abbastanza compatta ed elastica, con occhiature di diverso diametro, si presenta di colore paglierino chiaro, tendente a sfaldarsi al taglio.

Nostrano Monte Ozolo
La pasta del formaggio Nostrano Monte Ozolo.

Per la prova in cucina, il formaggio Nostrano Monte Ozolo stagionato a 12 mesi presenta un aroma lattico, mentre all’assaggio sfoggia un sapore deciso e persistente, lievemente piccante con una pasta mediamente consistente. Lo si apprezza assaporandolo lentamente, lasciandolo fondere in bocca per apprezzarne le note gustative, il retrogusto e la persistenza.

Lo si abbina facilmente dagli antipasti ai primi e secondi piatti: per i primi lo si può utilizzare validamente tagliato a tocchetti fini al posto della classica spolverata di formaggio grana, con una leggera tendenza a fondere se sparso sulla pasta e il riso appena scolati. Per i secondi, un classico è costituito dall’accompagnamento della polenta gialla, dove si può spingereanche per una valida conciatura, direttamente in paiolo appena prima dell’impiattamento, magari in compagnia con una bella lucanica.

Una scelta che piacerà a coloro che cercano un sapore mediamente deciso e robusto, che vale la pena di provare e, magari, riprovare.

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