Il “Passante” di Bologna certificato al massimo livello Envision

Taglio delle emissioni di CO2, anello verde da 140 ettari, 100.000 nuove piante e mobilità migliore: dagli Stati Uniti arriva il rating più alto in sostenibilità mai concesso a una infrastruttura autostradale in Europa. Protestano comunque gli ambientalisti. 

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Grazie a una riduzione dei tempi di viaggio complessivi di 4,5 milioni di ore all’anno, che significano 1.350 tonnellate di CO2 in meno, e a un progetto che mette l’ambiente al primo posto, con un anello verde da 140 ettari e quasi 100.000 nuove piante a dimora, il “Passante” di Bologna è la prima infrastruttura autostradale in tutta Europa a ricevere la certificazione Envisioncon il livello Platinum, il più alto livello raggiungibile.

Il protocollo Envision nasce dalla collaborazione tra ISI, Institute for Sustainable Infrastructure, una organizzazione non profit con sede a Washington, e l’Università di Harvard, ed è arrivato in Italia su iniziativa di Icmq, organismo di certificazione specializzato nel settore delle costruzioni.

Al “Passante” di Bologna sono stati riconosciuti alti livelli qualitativi in tutte le diverse macroaree individuate per la valutazione: l’impatto positivo sulla qualità della vita del territorio in cui si colloca; l’uso sostenibile delle risorse per la sua realizzazione; la tutela e il rispetto del clima e dell’ambiente; la proficua collaborazione e costante comunicazione nella definizione del progetto.

«In Emilia Romagna abbiamo fatto una scelta chiara: tenere insieme lavoro e ambiente, attraverso una crescita sostenibile» afferma il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.

«Il riconoscimento della certificazione Envision – commenta il sindaco del comune e della Città metropolitana di Bologna,Matteo Lepore – per il progetto del “Passante” di Bologna è un buon inizio per una infrastruttura che introdurrà molti elementi di innovazione ambientale, tecnologica ma anche nel rapporto con le comunità locali, basato su trasparenza e condivisione delle scelte».

Il progetto del “Passante” – realizzato da Tecne, società di ingegneria e progettazione del Gruppo Aspi – prevede ilpotenziamento in sede dell’attuale sistema Autostrada A14/Tangenziale, con un allargamento di circa 8 metri per lato e una estensione di circa 13 km, con un investimento complessivo di oltre 1,5 miliardi di euro. I lavori propedeutici alla sua realizzazione verranno avviati a inizio 2023, per una durata di circa 55 mesi.

La priorità verrà data alla realizzazione delle aree a verde che, nella massima attenzione al territorio, saranno avviate subito dopo il completamento delle procedure di affidamento dei lavori.

L’intervento concretizzerà lo sviluppo di un ideale “anello verde” di circa 140 ettari che assolverà al compito di essere una grande opera di mitigazione e inserimento ambientale e paesaggistico dell’opera, ampliando anche gli spazi verdi con 30 ettari di nuovi parchi pubblici.

Il progetto prevede, nel complesso, la messa a dimora di 34.300 alberi e circa 60.000 arbusti, incrementando in modo considerevole la dotazione di verde urbano.

Nonostante gli sforzi profusi da progettisti ed enti locali, gli ambientalisti criticano comunque l’opera. «Il “Passante” di Bologna è un’opera insostenibile sotto il profilo del traffico, perché non risolverà la congestione del nodo, peggiorerà l‘inquinamento e sarà dannoso per la salute dei cittadini – afferma Luca Tassinari, esponente della Rete delle lotte ambientali bolognesi -. Nel 2040 il “Passanteemetterà 266.000 tonnellate di anidride carbonica e se anche venissero realizzate le mitigazioni previste non si arriverebbe a compensarne nemmeno 40.000, una cifra incompatibile con la riduzione delle emissioni di CO2».

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