Variante ferroviaria del Brennero: si farà l’opera che taglia Trento e Rovereto?

L’opinione degli esponenti della “Rete Cittadini”, che spinge per una soluzione alternativa al progetto Rfi, decisamente meno rischioso e meno impattante sull’ambiente. 

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variante ferrovia brennero

La variante ferroviaria del BrenneroTrentoRovereto è uno dei temi caldi della politica trentina, specie a Trento dove il progetto di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) è più avanzato, mentre a Rovereto si è ancora alle fasi preliminari.

Fa discutere la proposta di RFI di fare uscire la variante – che andrà di fatto a quadruplicare l’attuale storica linea ferroviaria del Brennero – praticamente nel centro storico della città, sventrando parte del quartiere storico di San Martino, con la demolizione di numerosi edifici residenziali (con conseguente trasloco obbligato degli abitanti) e del terziario. Ma soprattutto allarma la proposta di fare attraversare in trincea profonda – circa 10 metri – i terreni pesantemente inquinanti da piombo tetraetile ed altri agenti cancerogeni di quelle che erano le fabbriche Sloi e Carbochimica, ettari di terreno che sono da decenni inseriti nel piano delle bonifiche nazionali delle aree fortemente problematiche, per le quali non sono state individuate fino ad ora tecnologie di bonifica efficienti e non rischiose per la salute degli operai e della popolazione.

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Sul progetto preliminare della variante di Trento è scesa in campo la Rete Cittadini, che propone una soluzione alternativa, spostando la nuova linea in destra Adige attraverso una lunga galleria da Trento Nord fino a Rovereto Sud, risolvendo così anche il problema del passaggio del capoluogo lagarino. Peccato che la proposta sia stata considerata con sufficienza sia da parte di RFI, poco propensa a cambiare i suoi progetti – e ci sta – che da parte del comune e della provincia di Trento – e la cosa è piuttosto critica sul piano del rispetto della democrazia e della trasparenza del processo decisionale.

A spingere sul progetto di RFI c’è l’inserimento della variante ferroviaria del Brennero di Trento all’interno dei finanziamenti del Pnrr con 930 milioni di euro, cosa che ingolosisce soprattutto il sindaco di Trento, l’ex sindacalista Cgil Franco Ianeselli, che così potrebbe far venire alla luce il sogno ultra ventennale di interrare anche la linea ferroviaria storica nel tratto urbano della città per realizzare al suo posto un viale verde, ma lo scenario cozza con i tempi di realizzazione – praticamente impossibile completare un’opera del genere entro il 2026 – e con i costì di realizzazione destinati ad innalzarsi considerevolmente.

In questa puntata di “ViViItalia Tv Trentino Alto Adige”, l’esperto in comunicazione e analisi politica, Gianfranco Merlin, e il direttore de “il NordEst Quotidiano”, Stefano Elena, intervistano il portavoce della Rete Cittadini, ing. Paolo Zadra, e il presidente della circoscrizione Centro Storico di Trento, ing. Claudio Geat.

Buona visione.

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