Autostrada A4 Venezia-Trieste: serve passaggio rapido a nuovo concessionario

Fondazione Think Tank Nord Est: «troppi incidenti nel tratto ancora a due sole corsie». 

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Autostrada A4 Venezia-Trieste

Dopo alcuni mesi di tregua, i ripetuti incidenti lungo l’autostrada A4 Venezia-Trieste che si verificano con maggiore frequenza nel tratto dotato di sole due corsie per senso di marcia (quello tra San Donà di Piave e Portogruaro), riportano al centro dell’attenzione la pericolosità di un’autostrada strategica per tutta Europa che attraversa da Est a Ovest la pianura Padana.

L’autostrada A4 Venezia-Trieste è una direttrice fondamentale per i flussi import-export di tutto il sistema manifatturierodel Nord Italia, ma anche di un asse di collegamento da e per i Paesi dell’Europa centro-orientale, nonché principale portadi accesso per i turisti provenienti da Germania ed Austria diretti verso le spiagge di Cavallino, Jesolo, Eraclea, Caorle, Bibione, Lignano e Grado.

La Fondazione Think Tank Nord Est scende in campo ricordando che negli ultimi anni ha più volte denunciato i rischi derivanti dai ritardi nella conclusione dei lavori di realizzazione della terza corsia. Secondo le stime elaborate dalla Fondazione a ottobre 2021, il 2022 segnerà il nuovo record assoluto del traffico pesante. Nonostante il ridimensionamento della crescita del Pil, dovuto al conflitto in Ucraina ed all’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, nel 2022 le percorrenze dei mezzi pesanti dovrebbero raggiungere un nuovo massimo. L’aumento del traffico rischia quindi di complicare ulteriormente la situazione ed in mancanza di interventi immediati la Venezia Orientale teme pesanti ripercussioni anche sulla viabilità locale, con gravi disagi per la popolazione e le imprese.

Gli interventi di potenziamento dell’autostrada A4 Venezia-Trieste sono poi fondamentali per tutto il litorale veneto, dove insistono quattro tra le prime dieci destinazioni turistiche di tutta Italia: si tratta delle spiagge di Cavallino, Bibione, Jesolo e Caorle, che con le vicine Lignano e Grado in Friuli Venezia Giulia formano un sistema turistico in grado di registrare quasi 26milioni di presenze nei soli cinque mesi da maggio e settembre, un dato superiore a quello di tutta la Riviera Romagnola, che però gode di un’autostrada più vicina alla costa e con una maggiore dotazione di svincoli, a servizio di tutte le località balneari, anche quelle minori.

«Oggi la priorità è accelerare il passaggio di consegne al nuovo concessionario Autostrade Alto Adriatico – precisa Antonio Ferrarelli, presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – i cui tempi tecnici vanno ridotti al minimo, al fine di velocizzare il completamento della terza corsia. Non dimentichiamo poi che l’Alto Adriatico è una delle principali destinazioni turistiche d’Europa, per cui la nuova società dovrà necessariamente potenziare gli accessi alle spiagge, a partire dalla realizzazione del casello di Bibione. Si tratta di uno svincolo atteso da molti anni dagli operatori turistici – sottolinea Ferrarelli – perché consentirebbe di favorire l’afflusso e il deflusso dei turisti ed al contempo “liberare” i caselli di Latisana e Portogruaro».

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