Il comune di Lendinara autorizza un impianto fotovoltaico a terra da 11 ettari

Caon: «scelta contro la necessità di assicurare all’agricoltura più aree coltivabili possibili per sostituire le mancate forniture da Russia e Ucraina».

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Fototeca UE impianto fotovoltaico FV

A Lendinara, nel Polesine, arriverà un impianto fotovoltaico, una distesa di 11 ettari (più 34 di agrifotovoltaico) di pannelli solari messi a terra: si tratta di un progetto proposto da Acea, la multiutility romana, che pagherà al comune il prezzo irrisorio di 140.000 euro. 11 ettari che per almeno 20 anni – la durata media di un impianto fotovoltaicosaranno tolti dalle attività agricole.

Il comune polesano ha approvato nella V variante al piano regolatore l’inserimento di cinque aree dedicate a impianti fotovoltaici per un’estensione di complessiva di ben 57 ettari, su altrettante aree che sono state dichiarate compromessesotto il profilo agricolo.

Una decisione che non convince il deputato azzurro padovano, Roberto Caon: «nel bel mezzo di una crisi globale, mentre tutti gli stati corrono ai ripari per fronteggiare il calo delle importazioni agricole dall’ucraina, noi buttiamo via migliaia di metri quadrati coltivabili, in una delle zone più produttive del Veneto. E il tutto a vantaggio di una ditta che non ha nemmeno sede da noi. Non ho davvero parole. Se parlate con qualsiasi contandino, titolare di impresa agricola, vi dirà che questo è il momento per seminare e investire sulle produzioni, come quelle cerealicole che abbiamo nel corso degli anni reso antieconomiche a causa della nostra cecità».

Caon critica la regione Veneto che è indietro nell’approvazione della legge regionale che dovrebbe normare questo settore: «torno a ribadirlo: l’impianto fotovoltaico non deve portare a nuovi consumi di suolo. Si installino i pannelli lungo le barriere fonoassorbenti delle strade, sui capannoni delle zone industriali, nelle aree adibite a discarica. Abbiamo uno spazio vastissimo, come quello di Porto Marghera, da sfruttare: spazio che non può essere usato altrimenti se non prima di una costosa bonifica».

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