L’Italia alla campagna d’Africa in cerca di energia

La missione del duo Di Maio & Cingolani nel cuore del continente nero. 

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campagna d'africa

L’Italia va alla campagna d’Africa in cerca di fornitori d’energia andando a trovare i paesi sub sahariani del continente nero. Soprattutto gas è l’oggetto dei desideri della delegazione tricolore capeggiata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e da quello alla Transizione ecologica, Roberto Cingolani, entrambi di fede grillina. Che lo Stellone italico guidi i Nostri!

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L’Italia (e l’Europa) hanno poco tempo per trovare i sostituiti alla fornitura di gas e petrolio russo che l’Unione europea vuole bloccare il prima possibile. Il problema è trovare sufficienti risorse presso altri paesi, che oltre a quegli stessi problemi di democrazia imputati alla Russia di Vladimir Putin, hanno pure quelli dell’arretratezza tecnologica, tanto che prima di poter aumentare la produzione e le possibilità di vendita di quote maggiori di energia servono tempo e investimenti. Un fattore che vale sia per Algeria, Libia, Egitto, già visitati dalla delegazione italiana composta anche dal premier Mario Draghi, e ora in Congo e in Angola solo con il duo grillino causa Draghi bloccato dalla positività al Covid.

Anche ammesso che la campagna d’Africa sia accompagnata da successo, rimane il problema di come utilizzare le nuove forniture di gas liquido, visto che l’Italia negli ultimi 15 anni ha rifiutato qualsiasi nuovi investimenti volti a realizzare rigassificatori. Impianti a torto bocciati dalle logichenimby” e dalle pastoie burocratiche gestite con maestria dagli amministratori locali contrari alla localizzazione, che ora sarebbero oltremodo comodo. Rimane lo scenario di utilizzare il gas liquido tal quale soprattutto presso i grandi utilizzatori, allestendo una logistica che tramite bilici porti autocisterne di Gnl laddove serve.

Altra leva su cui agire è quella delle biomasse, puntando a sfruttare meglio di oggi tutta la frazione di scarti agricoli, rifiuti umidi urbani, reflui zootecnici e urbani per la produzione di biogas che potrebbe dare un contributo tutt’altro che trascurabile quanto a quantitativo, con il vantaggio di essere pienamente sostenibile in quanto ad impatto zero.

Ci riusciranno i Nostri? Ai posteri l’ardua sentenza.

Buona visione.

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