Il Tax Rate delle società di capitali della Marca Trevigiana

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Si è tenuta nelle scorse settimane la prima assemblea del nuovo consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso, guidato dalla presidente Camilla Menini, con 740 partecipanti online che hanno approvato il bilancio. Durante l’appuntamento virtuale, il prof. Antonio Viotto, ordinario di diritto tributario nell’Università Ca’ Foscari di Venezia con i dottori commercialisti Filippo Giacomazzi e Marcantonio Zago della Commissione di Studio di Diritto Tributario Nazionale e Internazionale, hanno presentato l’analisi sul Tax Rate delle 17.813 società di capitali della Marca presenti nella banca dati AIDA Bureau van Dijk.

Il Tax Rate è un indice che rappresenta il rapporto fra le voci “Imposte correnti” e “Risultato prima delle imposte” riportate nel bilancio d’esercizio, calcolato escludendo le società in perdita civilistica.

L’analisi si è concentrata sul territorio della Provincia di Treviso e sul confronto con il Triveneto, classificando le società in 5 gruppi dimensionali più rappresentativi: (I) società con ricavi fino a 250 mila euro; (II) tra 250 mila e 1 milione; (III) tra 1 e 5 milioni, (IV) tra 5 e 25 milioni; (V) oltre i 25 milioni.

“Per aiutare le imprese del nostro territorio a recuperare la competitività persa durante la pandemia – ha dichiarato Camilla Menini presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso – è necessario ridurre i tre principali ostacoli che distraggono le risorse dallo sviluppo: l’elevata pressione fiscale, una eccessiva burocrazia anche fiscale ed una giustizia tributaria poco efficiente che non garantisce la certezza del diritto in tempi brevi. Questo mix di fattori, ben rappresentato dall’indice Doing Business della World Bank in cui l’Italia, sul fronte del rapporto con il Fisco, si colloca al 128 esimo posto su 190, rende il nostro territorio poco attrattivo agli occhi degli investitori esteri, nonostante l’eccellenza delle nostre imprese in molti settori.”

Gli esiti dell’analisi sul Tax rate

I tre principali esiti dell’analisi sono: (I) la riduzione della pressione fiscale nel 2020 rispetto alle annualità precedenti, sia nella Provincia di Treviso che nelle regioni considerate: tale evidenza si conferma per ogni classe di fatturato, con differente impatto in termini percentuali tra le prime classi (fino a 5 milioni di ricavi), dove lo stacco è più evidente; (II) la generale riduzione dei ricavi e del cash-flow: per la Provincia di Treviso la riduzione è allineata a quella sulle imposte (-8% in entrambi i casi rispetto al 2019); (III) un aumento rilevante delle società in perdita, soprattutto nelle classi fino a 5 milioni di ricavi. Si tratta di un dato che registra gli avvenimenti e le decisioni prese in tempo di pandemia, che hanno certamente avuto impatti diversi tra piccole attività e realtà di dimensioni maggiori.

Tax Rate nella provincia di Treviso

Nel 2020, per ogni classe di fatturato, emerge la riduzione della pressione fiscale rispetto alle annualità precedenti, sia nella Provincia di Treviso che nel Triveneto. Nelle prime tre classi, fino a 5 milioni di euro di ricavi, la riduzione è ancora più evidente.

La riduzione dell’incidenza della tassazione diretta sull’utile delle imprese è stata costante dal 2016, ma nel 2020 si nota uno scalino, legato agli effetti della pandemia soprattutto per le classi di fatturato più basse, fino a 5 milioni – ha osservato Antonio Viotto – professore ordinario di diritto tributario all’Università Ca’ Foscari di Venezia – le quali hanno fatto registrare un incremento sensibile del numero dei soggetti in perdita e, dall’altro lato, hanno potuto beneficiare di contributi statali non tassati. Per le classi di fatturato più alte, invece, possiamo ragionevolmente ritenere che la riduzione del tax rate dipenda anche dal dispiegarsi degli effetti delle misure fiscali di sostegno agli investimenti (iper/super ammortamenti, patent box, crediti ricerca e sviluppo) introdotte dal legislatore negli ultimi anni”

Società con ricavi fino a 250 mila euro

Delle 3744 società attive della Marca, nella classe fino a 250 mila euro di ricavi, nel 2020 circa il 31% è in perdita. Nel quadriennio 2015-2019 le società in perdita si attestavano tra il 21% e il 26% della classe. Ne consegue che il Tax Rate mediano di questa classe è passato dal 34% del 2015 al 25% del 2020.

Ricavi compresi da 250 mila a 1 milione di euro

Delle 4386 società attive della Marca, nella classe con ricavi compresi da 250 mila a 1 milione di euro, nel 2020 circa il 20% è in perdita. Nel quadriennio 2015-2019 le società in perdita si attestavano tra il 12% e il 13% della classe. Ne consegue che il Tax Rate mediano di questa classe è passato dal 38% del 2015 al 27% del 2020.

Ricavi compresi da 1 a 5 milioni di euro

Delle 3215 società della Marca, nella classe con ricavi compresi da 1 a 5 milioni di euro, nel 2020 circa il 15% è in perdita. Nel quadriennio 2015-2019 le società in perdita si attestavano tra l’8% e l’11% della classe. Ne consegue che il Tax Rate mediano di questa classe è passato dal 38% del 2015 al 26% del 2020.

Ricavi compresi da 5 a 25 milioni di euro

Delle 1054 società della Marca, nella classe con ricavi compresi da 5 a 25 milioni di euro, nel 2020 circa il 15% è in perdita. Nel quadriennio 2015-2019 le società in perdita si attestavano tra il 6% e 9% della classe. Ne consegue che il Tax Rate mediano di questa classe è passato dal 36% del 2015 al 26% del 2020.

Ricavi oltre i 25 milioni di euro

Delle 305 società della Marca, nella classe con ricavi oltre i 25 milioni di euro, nel 2020 circa il 12% è in perdita. Nel quadriennio 2015-2019 le società in perdita si attestavano tra il 7% e l’8% della classe. Ne consegue che il Tax Rate mediano di questa classe è passato dal 34% del 2015 al 26% del 2020.