Superstrada pedemontana veneta: nessuna esenzione dal pedaggio per i residenti

Le (mancate) promesse di Zaia vengono al pettine. Possamai (PD): «grave l'annuncio dell'ing. Pellegrini. La Regione deve garantire agevolazioni per i residenti». 

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superstrada pedemontana veneta
Il capogruppo Dem in Regione Veneto, Giacomo Possamai.

I nodi vengono al pettine e le promesse fatte dal governatore del Veneto, Luca Zaia, dell’esenzione del pedaggiosulla Superstrada pedemontana veneta (Spv) per i cittadini dei 70 comuni attraversati a partire dal casello più vicino al comune di residenza, per 21 chilometri in entrambe le direzioni, si è puntualmente evaporata. E il Pd ne chiede conto al Serenissimo governatore.

«L’annuncio del direttore della struttura di progetto della Spv che esclude seccamente ogni ipotesi di agevolazionesui pedaggi per chi risiede lungo il tracciato, va contro le promesse che stavano a monte della realizzazione dell’opera e rischia di trasformarla in un’arteria inutilizzata dai cittadini dell’area lungo la quale si snoda la Pedemontana – attacca il capogruppo Dem in regione Veneto, Giacomo Possamai -. I 16 centesimi al chilometro di pedaggio previsti rappresentano infatti un costo insostenibile per molti. Tanto per dare un’idea: un pendolare che da Malo si sposta a Montebelluna spenderebbe 20 euro al giorno per fare 65 km in andata e in ritorno. Si tratta di oltre 400 euro al mese, senza calcolare il carburante. Non prevedere alcuna forma di esenzione è una mancanza di rispetto nei confronti di chi in questi anni ha dovuto sopportare i disagi dovuti alla realizzazione dell’infrastruttura».

Secondo Possamai, «nella prima convenzione stipulata erano previste le esenzioni, che sono state completamente cancellate nella successiva convenzione del 2017. Ma più volte era stata ventilata l’ipotesi di istituire per lo meno forme di abbonamento per chi si ritrova ad utilizzarla quotidianamente. Ora scopriamo che nemmeno questo sta più nei piani della Regione. Ma i costi elevati di realizzazione e i costi, tra i più alti in Italia, previsti per il transito sulla Superstrada pedemontana veneta non possono essere caricati su chi la percorre quotidianamente».

«La spinta che arriva dal territorio è fortissima: qualche mese fa, insieme a tanti amministratori territoriali, abbiamo lanciato una raccolta di firme online che ha raggiunto in poche settimane la quota di oltre 4.000 firme alla petizione. Ma tantissime sono state anche le raccolte di firme cartacee lanciate da liste civiche del territorio in questi anni, così come sono oltre 20 i consigli comunali che si sono espressi per chiedere alla Regione di rispettare le promesse – prosegue Possamai -. Tutti elementi che testimoniano la necessità che il Consiglio regionale e la maggioranza prendano atto che un cambio di rotta è indispensabile: abbiamo presentato una mozione per chiedere che sia dato seguito alla promessa della gratuità per i residenti, sulla base della quale era stata presentata l’opera ai territori. Altrimenti, ci ritroveremo di fronte ad un’ingiustizia palese e soprattutto alla clamorosa sconfessione di una promessa fatta ai cittadini veneti».

Un’ingiustizia e una delle tante mancate promesse della giunta Zaia cui i cittadini chiamati al voto per le amministrative di domenica 12 giugno potrebbero chiedere conto al governatore.

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