“Bianco & Nero”: i commenti politici post voto del 12 giugno: addio al populismo?

Fratelli d’Italia conferma i sondaggi e doppia stabilmente al Lega, spesso ridotta ad una cifra. Sul fronte opposto, praticamente azzerato il M5s mentre si consolida il Pd. 

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Il “Bianco & nero” di questa settimana, le riflessioni a ruota libera dell’esperto in comunicazione e analisi politica, Gianfranco Merlin, e del direttore de “il NordEst Quotidiano”, Stefano Elena, esamina il voto del 12 giugno scorso, oltre al fallimento (annunciato) dei cinque referendum sulla giustizia, ha visto anche la probabile pietra tombale sul populismo all’italiana, con il forte ridimensionamento nelle urne della Lega Salvini premier e del M5s che ha largamente disertato le urne per l’incapacità di proporre liste proprie (e dove s’è candidato il risultato è stato decisamente deludente), oltre alla definitiva affermazione alla guida del centro destra della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Dalle urne escono vincitori il Pd sul fronte delle sinistre e Fratelli d’Italia su quello della destra, con alcune situazioni decisamente kafkiane, come quella di Verona, dove i due candidati sindaco del centro destra (il sindaco uscente Federico Sboarina e lo sfidante – ed ex sindaco – Flavio Tosi) sono stati superati da quello di centro sinistra, l’ex calciatore Damiano Tommasi. Ora, le vecchie ruggini personali tra Sboarina e Tosi hanno impedito di ufficializzare l’apparentamento, con il risultato che Tommasi ha la possibilità di staccare il mandato da primo cittadino scaligero, forse anche complice del fatto che il neo azzurro Tosi (ha appena fatto l’ennesimo giro di formazione politica) ha un conto aperto nei confronti della Lega, formazione per cui per due volte è stato eletto sindaco e che ha puntato a detronizzare il doge Zaia. Scarsa simpatia ricambiata dai leghisti nei suoi confronti, con tanti che potrebbero essere attirati proprio da Tommasi.

Se in casa del centro destra le cose non brillano come potrebbero, in casa M5s volano gli stracci, con la faida in corso tra contiani e dimaiani, con i secondi che mirano al colpo di mano nei confronti di Giuseppi, il quale reagisce cercando spalla sul fronte del fondatore del Movimento, Beppe Grillo, che ha subito risposto all’appello ribadendo come il principio etico del ricambio dopo il secondo mandato debba essere rispettato. Il che significa addito per almeno 60 deputati e senatori – tra cui molti dimaisti, Di Maio compreso – oltre a tutti coloro che saranno falcidiati dal doppio disposto del crollo elettorale e del taglio autolesionistico del numero dei senatori e deputati, si prepara un futuro da percettori del reddito di cittadinanza , almeno finché non verrà abrogato.

Buona visione de il “Bianco & Nero”.

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