Elezioni 25 settembre: rapidità sospetta?

L’elezione del Presidente della Repubblica aveva compromesso la situazione politica della maggioranza del governo Draghi. Che si sia voluto tagliare la possibilità di partecipare al voto delle nuove forze politiche antisistema? 

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elezioni 25 settembre

La convocazione delle elezioni al 25 settembre, a cavallo della riapertura delle scuole e con molte famiglie alle prese con il rientro dalle vacanze fa nascere qualche interrogativo, anche perché la situazione politica della maggioranza del governo Draghi era già ampiamente sfilacciata all’indomani della rielezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella.

Già allora, il buon senso avrebbe consigliato di sciogliere il parlamento e di convocare le elezioni anticipate in primavera, ma per oltre 15.000 buoni motivi mensili di molti che hanno pensato più al proprio destino personale che al bene della nazione ciò non è avvenuto.

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La situazione è andata avanti fino all’esito finale della rottura improvvisa in estate, con la convocazione delle elezioni il 25 settembre proprio a ridosso della fine dell’estate, cosa mai successa nella storia delle ripetute elezioni anticipate della Repubblica, tanto che da più parti s’inizia a sospettare che dietro questa decisione ci sia stata la volontà di azzoppare la corsa delle nuove forze politiche si si stavano organizzando per le elezioni della primavera 2023.

Dinanzi ad un astensionismo ormai consolidato al 40% con tendenza al rialzo sulla base della capacità delle varie coalizioni di presentare candidati appetibili e espressione del rinnovamento – oggettivamente, non se ne può più di quei parlamentari di lunga carriera che hanno galleggiato un po’ di qua e un po’ di là, a seconda delle convenienze del momento – le nuove forze politiche antisistema – da Italexit di Paragone ai movimenti “no-Vax” e “no-Green pass” – avrebbero potuto coalizzare un interessante base di consenso, quella probabilmente orfana del M5s ormai ridotto a ombra del movimento contro sistema del 2018, complice il troppo tonno ingurgitato a quattro palmenti a basso costo nelle buvette parlamentari da una schiera di improbabili parlamentari privi di alcun retroterra personale, professionale e anche culturale.

Per evitare rischi, qualcuno deve avere pensato meglio accelerare gli eventi, ma non troppo, anche per consentire di conquistare l’agognato diritto alla pensione per tutti i parlamentari di prima nomina.

I vari sondaggi che circolano, evidenziano come tra i potenziali elettori ci sia voglia di novità e di cambiamento che non dovrebbe essere sottovalutata dalle varie segreterie. Di qui la necessità di sapere interpretare queste aspirazioni proponendo agli elettori candidati di spessore, interpreti del nuovo e portatori di esperienze professionali di rilievo.

Sarà interessante vedere se le pressioni fortissime delle tantissime bagasce politiche in cerca di un futuro personale complice il taglio dei seggi e dei consensi di partito saranno rintuzzate dalle segreterie politiche, o se alla fine prevarrà il classicotengo famiglia” che permea tanti transfughi M5s in poco tempo hanno trasformato il Futurismo dimaiano in un “Impegno Civico” che ricorda tanto un’altra fugace meteora della politica, quella “Scelta Civica” di Mario Monti, rapidamente involutasi in “Sciolta Civica”.

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