Caro vita: gli italiani più spendono, meno acquistano

A giugno 2022 vendite giugno +1,4% in valore, ma a -3,8% in volume. Allarme di Confcommercio, Confesercenti e dei consumatori. 

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Gli italiani sono alle prese con un caro vita acuto, con più spesa ma carrelli della spesa sempre più vuoti, tanto che a giugno le vendite al dettaglio sono cresciute in valore (+1,4%), ma diminuite in volume (-3,8%) rispetto ad un anno fa.

Secondo i dati Istat rispetto a maggio le vendite sono diminuite dell’1,1% in valore e dell’1,8% in volume: in pratica, la crescita delle vendite, sottolineano i consumatori, è una sorta di «effetto ottico» che di fatto nascondeuna riduzione dei consumi che, su base tendenziale, è significativa soprattutto per i beni alimentari, con un -4,4% in volume a fronte di un +4,5% della spesa.

Per gli alimentari a giugno si è registrato un aumento delle vendite al dettaglio dello 0,4% in valore, ma un calo dello 0,8% in volume. Per il settore non alimentare, comparto nel quale i consumi sono più differibili, si è registrato nel mese un calo del 2,2% in valore e del 2,5% in volume. In pratica, alcune famiglie potrebbero avere dirottato nel mese, a fronte di una crescita dei prezzi, parte degli stipendi sugli acquisti alimentari frenando quelli non alimentari.

Su base annua il settore alimentare ha sofferto meno del caro vita con un calo in valore dello 0,8% e una riduzione in volumedel 3,3%. Nei primi sei mesi dell’anno le vendite sono aumentate del 5,7% in valore e del 2,3% in volumerispetto ai primi sei mesi del 2020, con un aumento significativo per il settore non alimentare (+7,9% in valore, +6,6% in volume) che recupera su quanto perso in un periodo ancora funestato dalla pandemia. Per l’alimentare nel semestre si registra un aumento dei volumi del 3,1% e un calo delle quantità del 3%.

I consumatori che, nella maggior parte dei casi devono fare i conti con la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni, di fronte alla crescita dei prezzi in questo periodo hanno preferito acquistare nella grande distribuzione e in particolare per il settore alimentare nei discount. Se in generale le vendite sono cresciute dell’1,4% rispetto a giugno 2021, la grande distribuzione ha segnato un +4,6% mentre i piccoli negozi hanno segnato un -0,9%. Il commercio elettronico è calato del 6,8% tendenziale, ma il dato arriva dopo anni di crescita per la pandemia (+0,9% nei primi sei mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo del 2021).

Se i supermercati hanno segnato un +5,4% in valore, i discount di alimentari hanno registrato un +10,3%. Nei primi sei mesi i discount hanno messo a segno un aumento del 9% sullo stesso periodo del 2021.

Per Confcommercio «si addensano le nubi sull’economia italiana. Il dato Istat conferma che i consumi, nonostante la forte crescita dei servizi legati al turismo e alla socialità, sono in fase di rallentamento».

«L’inflazione – sottolinea la Confesercenti – pesa sul caro vita e sulla spesa delle famiglie. Il dato Istat di giugno sulle vendite al dettaglio evidenzia, ancora una volta, il ruolo negativo giocato dalla dinamica al rialzo dei prezzi, in particolare di utenze ed altri costi fissi incomprimibili, che porta gli italiani a ridurre gli acquisti, pur spendendo anche di più, con il rischio di un vero e proprio autunno nero per i consumi».

Per far ripartire i consumi il Codacons chiede al Governo di «intervenire con urgenza disponendo il taglio dell’Iva sui beni primari come gli alimentari, in modo da portare ad una immediata riduzione dei listini al dettaglio, determinare benefici economici per le famiglie».

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