Aceto Balsamico, l’Italia attiva procedura d’infrazione contro la Slovenia

Il governo di Lubiana vuole trasformare la denominazione “aceto balsamico” in uno standard di prodotto di uso comune. 

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Aceto balsamico modena versato bollino HiRes

Il governo italiano ha attivato la procedura d’infrazione ex art. 259 TFUE nei confronti della Slovenia a tuteladell’Aceto Balsamico di Modena IGP.

«L’iniziativa – spiegano dal Consorzio di tutela – permetterà di tutelare una volta per tutte non soltanto l’AcetoBalsamico di Modena IGP, ma l’intero sistema delle DOP e delle IGP, che avrebbe potuto trovarsi verosimilmente a rischio se la linea della Slovenia – che di fatto ha trasgredito un regolamento europeo – non fosse stata impugnata per ristabilire l’ordine giuridico delle cose e dunque si fosse lasciato correre quello che si presenta come un pericoloso precedente».

Per il presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, Mariangela Grosoli, «la notizia che arriva dal Consiglio dei ministri ci rinfranca e solleva il morale, poiché conferma il supporto ed il pieno sostegno del Governo al nostro fianco. Dopo mesi di attesa e preoccupazione, finalmente vediamo uno spiraglio di luce: dobbiamo solo attendere i tempi tecnici per lo svolgimento delle procedure interne che nell’arco dei prossimi mesi porteranno alla formalizzazione del ricorso, per il resto siamo certi che questa decisione possa finalmente portare ad una risoluzione del problema».

Il primo passo dopo l’attivazione della procedura d’infrazione sarà una fase di consultazione presso la Commissione Europea, a cui farà poi seguito, qualora si rendesse necessaria, l’azione presso la Corte di Giustizia dell’UE.

Dalla prima denuncia dell’infrazione da parte della Slovenia – a inizio del 2021 – numerose sono state le dichiarazioni a sostegno del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP, con l’impegno ben preciso di farsi portavoce con il Governo affinché venisse attivata la procedura d’infrazione, l’extrema ratio per veder tutelati i diritti della denominazione che rappresenta una fetta molto importante del “Made in Italy” agroalimentare, stimato nel suo complesso con un valore economico di circa 17 miliardi di euro.

La questione si è innescata quando, a inizio dello scorso anno, il Governo sloveno ha notificato alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che, oltre a porsi in netto contrasto con gli standard comunitari e con il principio di armonizzazione del diritto europeo, cerca di trasformare la denominazione “Aceto Balsamico” in uno standard di prodotto di uso comune. Operazione illegittima ed in contrasto con i regolamenti comunitari che tutelano DOP e IGP e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore.

In questo arco di tempo, il Consorzio di tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP si è attivato in tutte le sedi istituzionali possibili, raccogliendo all’unisono il supporto del Comitato agricolo delle regioni, del Mipaaf, dell’Avvocatura dello Stato e di vari esponenti del mondo politico ed istituzionale e di Origin Italia, Origin Europa e Federvini.

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