Giunta Fugatti, nuova legnata giudiziaria: il funzionario rimosso per la sicurezza di Vasco aveva ragione

Maccani: «il giudice del lavoro ha riconosciuto pienamente la fondatezza del mio operato». Condannata la Provincia di Trento ai danni e alle spese giudiziarie. 

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giunta Fugatti
Il presidente della provincia di Trento, il leghista Maurizio Fugatti.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Trento, Giorgio Flaim, ha stabilito il reintegro immediato di Marzio Maccani nelle funzioni di dirigente del Servizio polizia amministrativa della Provincia di Trento fino al 6 luglio del 2025, come previsto dalla delibera 928 del 2020, bocciando l’operato della giunta Fugatti.

L’incarico di Maccani, che aveva espresso parere negativo all’idoneitàdell’area di San Vincenzo ad ospitare 120.000 persone per il concerto di Vasco Rossi, era stato revocato dal dirigente generale del Dipartimento organizzazione, personale e affari generali lo scorso 31 maggio.

Il giudice Flaim ha rigettato le undici motivazioni addotte dalla Provincia di Trento per la rimozione del dirigente, rilevando inoltre una serie di circostanze «sintomatiche dell’opinabilità della questione circa l’idoneità dell’area».

«Giustizia è stata fatta, il Tribunale ha riconosciuto la totale correttezza in tutte le cose che ho fatto» dice Maccani con legittima soddisfazione per il risultato giudiziario che lo reintegra immediatamente nelle funzioni e nello stipendio originario, decurtato del 23% dopo la rimozione.

Secondo la sentenza di ben 46 pagine molto articolate e dettagliate del giudice Flaim, «le condotte appaiono non già in contrasto, come ritenuto dalla giunta provinciale, ma conformi al principio di buon andamentodell’amministrazione, non già volte a nuocere gli interessi e l’immagine dell’amministrazione, ma dirette a prevenirei pregiudizi e costituenti espressione di diligenza e adeguatezza», tanto da condannare l’amministrazioneprovinciale al pagamento delle spese di giudizio per 4.000 euro, oltre al danno personale che ora dovrà essere quantificato in separato giudizio civile, su cui pesa come un macigno la sentenza del giudice del lavoro.

Ma il belloper Maccani – o il brutto – per tutti i cittadini trentini – è che il giudice Flaim ha basato la sua sentenza proprio su quanto successo a posteriori del concerto, con lo stesso presidente del Trentino, il leghista Maurizio Fugatti, che aveva dichiarato che mai più si sarebbero fatto eventi di questo genere sull’area, oltre ai commenti del questore e del responsabile della Protezione civile, secondo cui su quell’area si è rischiato troppo, con anche l’interruzione del servizio ferroviario al termine dell’evento.

Insomma, Maccani lo aveva affermato in largo anticipo che l’area individuata dalla giunta Fugatti non era idonea e solo la pervicace volontà di effettuare costi quel che costi l’evento – costato solo di suo alle casse provinciali oltre 3 milioni di euro – ha fatto sì che l’evento si svolgesse, ma con un fortissimo rischio di sicurezza in caso di qualche imprevisto.

Sulla sentenza interviene il gruppo consiliare Pd che fin dall’inizio aveva criticato la volontà della giunta leghista guidata da Fugatti: «il 4 gennaio 2022 il gruppo consiliare del Pd del Trentino convocò una conferenza stampa per rendere pubblici i documenti, ottenuti attraverso una richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere Luca Zeni, in merito al concerto di Vasco Rossi. Proprio quegli accessi agli atti e gli eventi venuti alla luce grazie agli stessi, sono alla fine stati oggetto della ritorsione da parte della Provincia nei confronti del dirigente Maccani. Da questa vicenda emerge una gravissima mancanza di cultura istituzionale da parte della Giunta provinciale».

Per il gruppo consiliare Pd «il giudice è categorico nel riconoscere il diritto di accesso agli atti dei consiglieri, ribadendo che la competenza a rispondere alle richieste è del responsabile della singola struttura, il quale soltanto in caso di segretezza o riservatezza, nei casi previsti dalla legge, può non fornire copia (ma al consigliere è comunque riconosciuto il diritto di prendere visione). Il giudice dichiara illegittimo il tentativo di un controllo generalizzato sulle richieste di accesso da parte dei vertici provinciali».

Non solo: ne escono male anche i vertici amministrativi della Provincia che avevano effettuato un pesante scambio di comunicazioni scritte, delegittimando l’operato di Maccani, che ora viene riconosciuto come legalee improntato al buon senso, quello che è probabilmente mancato agli stessi vertici amministrativi della Provincia e allo stesso governo provinciale a trazione leghista.

Quella del giudice Flaim è l’ennesima sentenza di bocciatura all’operato della giunta leghista guidata da Maurizio Fugatti e, probabilmente non sarà l’ultima da qui all’ottobre 2023 quando si svolgeranno le elezioni provinciali. Provvedimenti giudiziari che sono costati notevolmente alle casse pubbliche che evidenziano una clamorosa impreparazione giuridica e amministrativa, oltre che politica del governo Fugatti.

Al centro destra che si ostina a proporre Fugatti come presidente anche per il 2023 è opportuno consigliare di cambiare cavallo al più presto, di sostituire un ronzino bolso con un cavallo da corsa. In caso contrario, alle odierne opposizioni la ricandidatura di Fugatti con la sua pochezza costituirà il migliore viatico per una campagna elettorale vittoriosa, di cui è probabile attendere un’anteprima già alle elezioni politiche del prossimo 15 settembre, dove il risultato trentino, proprio per la specificità locale e per la pesante debolezza dell’operato leghista alla guida dell’Autonomia speciale in questi quattro anni, potrebbe costituire un’interessante anomalia nel panorama nazionale.

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