Contravvenzioni stradali: stangata del 10% causa inflazione

Asaps chiede il blocco dell’aumento biennale: Biserni: «inutile aggiungere altre stangate alle famiglie italiane». 

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contravvenzioni stradali

Non c’è solo il “carrello della spesa” e il costo dei beni energetici a subire gli effetti dell’inflazione: ci si mette pure l’importo delle contravvenzioni stradali che, dal 1° gennaio 2023, aumenteranno del 10%, aggiungendo un’altra stangata sui già magri bilanci delle famiglie.

Di qui l’appello dell’Asaps, l’Associazione sostenitori Polstrada, alle forze politiche impegnate in campagna elettorale a sospendere il rincaro. Asaps, ricorda il presidente Giordano Biserni, «ci aveva già provato dieci anni fa» con l’allora presidente del Consiglio Mario Monti, «ma tutto rimase inalterato con uno scatto in avanti del 5,4%, in un altro momento difficile per l’economia nazionale».

Per Biserni, «premesso che siamo, come sempre, per il rispetto del Codice della Strada e per la legalità, corre l’obbligo di ricordare come oggi, di fronte a una situazione economica veramente critica, post emergenza Covid, con una situazione terribile per gli aumenti di bollette e prezzi in generale, a causa del conflitto in Ucraina, si rischia che le multe rimangano grida manzoniane, perché questi aumenti esaspereranno gli automobilisti e non verranno mai pagate o solo in minima parte, come dimostrato dai cali di incassi del bilancio dello Stato e degli enti locali, in materia di riscossione volontaria. Si rischia il “defaultstradale».

Con il ritocco dell’inflazione, un divieto di sosta passerebbe dagli attuali 42 euro a 46, l’uso del cellulare alla guidada 165 euro a 181, medesimo importo per il superamento dei limiti di velocità tra 10 e 40 km/h, mentre la stessa violazione della fascia tra 40 e 60 km/h andrebbe da 543 a 597 euro, un accesso abusivo alle zone a traffico limitato o il transito non autorizzato su una corsia riservata al trasporto pubblico da 83 a 91 euro.

L’ultimo ritocco agli importi delle contravvenzioni stradali risale al 31 dicembre 2020, ricorda l’Asaps, «ebbe come conseguenza una diminuzione minima delle multe, con un calo dello 0,2%, e la conseguenza fu una riduzione delle sanzioni 2021-2022, ma solo quelle che avevano un importo superiore a 250 euro, con la stragrande maggioranza di violazioni rimaste inalterate».

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