Alto Adige: sondaggio Swz: Svp e Lega in forte calo. In crescita Fdi, Verdi, Team K e Freiheitlichen

La Svp presenta il proprio programma elettorale all’insegna dell’Autonomia speciale. Sabato va congresso.

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sondaggio swz

La Svp, scossa negli ultimi mesi da conflitti interni, non è più il partito di raccolta dei sudtirolesi come solo pochi lustri fa, quando deteneva inesorabilmente la maggioranza assoluta dei voti: se si votasse oggi, secondo il sondaggio Swz, l’ex partito di raccolta dei cittadini di lingua tedesca raccoglierebbe solo il 37% dei consensi, evidenziando un clamoroso crollo. Il risultato emerge dal sondaggio effettuato da Apollis per la Südtiroler Wirtschaftszeitung, il giornale degli imprenditori altoatesini.

Alle provinciali del 2018 (e nel 2023 si rinnova il voto per l’Autonomia speciale) la Volkspartei aveva ancora raggiunto il 41,9%, mentre l’ultimo sondaggio Apollis-Swz lo scorso gennaio la dava addirittura al 42%.

In netto calo, dimezzata, anche la Lega che si attesta al 5% (alle provinciali 11,1%). In forte salita invece i Verdi(17% rispetto al 6,8% nel 2018), mentre il Team K si riprende dalla flessione degli ultimi due anni attestandosi all’11%, come anche i Freiheitlichen, i liberali altoatesini, che salgono all’8%. In netta salita Fratelli d’Italia che anche in Alto Adige doppia la Lega di Salvini (dall’1,7% al 6%), mentre Süd-Tiroler Freiheit (il partito indipendentista di Eva Klotz) e Pd sono relativamente stabili con il 4% entrambi. La lista Enzian viene data al 3% e M5S al 2%.

Il governatore Arno Kompatscher non conosce invece rivali: nella classifica di gradimento con il 43% supera il consenso del suo partito e stacca Paul Koellensperger di Team K (8%), Brigitte Foppa dei Verdi (6%) come anche il segretario Svp, Philipp Achammer, e Sven Knoll, della Süd-Tiroler Freiheit (entrambi 5%).

Intanto, in vista delle elezioni del 25 settembre la Svp rilancia sul ruolo dell’Autonomia speciale: «più che mai l’autonomia va difesa, non solo perché è un bene per tutta la comunità altoatesina, ma anche un valore aggiunto per il sistema paese» ha detto Kompatscher.

La Volkspartei è il partito con più anzianità di presenza del parlamento italiano, essendo infatti l’unico a non aver mai cambiato nome e sigla dal dopoguerra ad oggi. Anche se nel suo interno vivono diverse anime, il partito finora è sempre rimasto unito. E lo farà anche sabato 3 settembre durante il LXV congresso di partito in programma al Kursaal di Merano, due giorni prima delle celebrazioni ufficiali del Cinquantenario dell’Autonomiadel 5 settembre.

«Gli ultimi mesi hanno reso evidente la necessità di un cambio di direzione – ha detto Achammer che si candidaper un terzo mandato alla guida della Svp – all’insegna di un rinnovamento fondamentale introducendo un codicedi condotta per sanzionare i comportamenti dannosi per il partito. Il presidente del partito deve avere la possibilità di agire rapidamente».

Quanto agli altri partiti dell’Alto Adige, i rapporti con Fdi restano freddi: «c’è chi improvvisamente si dichiara autonomista, noi però guardiamo i fatti e non solo le parole» ha ribadito Achammer. La Volkspartei sogna il “cappotto” in entrambe le camere, ma il sondaggio appena diffuso getta più di un’ombra su questo obiettivo.

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