Euroports, inaugurata al porto di Venezia la nuova gru Liebherr da 144 ton.

Garantirà migliori servizi di logistica portuale. Di Blasio: «puntiamo alla riqualificazione ambientale delle banchine portuali». 

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Euroports, azienda leader nel settore di servizi logistici portuali, ha presentato i recenti investimenti a Porto Marghera, tra cui la nuova gru Liebherr, costruttore leader mondiale nelle macchine da sollevamento, presso la Banchina Piemonte: si tratta di un macchinario a basse emissioni, con una portata totale di 144 tonnellate, sbraccio massimo fino a 54 metri, e capacità di scaricare fino a 1.000 tonnellate di rinfuse l’ora.

La nuova gru Liebherr è stata acquisita nei mesi scorsi nell’ambito di un ampio piano di investimenti sulle infrastrutture portuali dell’area di Venezia, con l’obiettivo di Euroports di potenziare e garantire i migliori servizidi logistica portuale. L’investimento complessivo di Euroports nell’area, nel corso dell’ultimo anno, è stato di circa 7 milioni di euro, che hanno permesso di acquisire la nuova gru, pannelli solari, sette moderne pale meccaniche per movimentare e scaricare treni e camion e una fossa per lo scarico treni.

«L’area portuale di Porto Marghera ha la possibilità di trasformarsi nell’hub più importante dell’Adriatico per quanto riguarda il traffico merci del comparto agroalimentare e acciaio. – ha commentato l’amministratoredelegato di Euroports, Pablo Garcia Muniz -. Già da ora questa area portuale offre le migliori risorse in termini di professionalità, servizi e capacità operative per raggiungere tale obiettivo».

Per il presidente dell’Autorità portuale veneziana, Fulvio Lino Di Blasio, «l’impegno del gruppo a investire ulteriormente in tecnologia, dopo i recenti investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili, è un segnale importante per gli scali lagunari che intendono consolidare il proprio ruolo strategico per il sistema Paese, anticipando i cambiamenti in corso a livello internazionale nelle catene logistiche».

Di Blasio si è soffermato anche su altri temi che coinvolgono il porto veneziano, ad iniziare dal tema scottantedelle crociere e dello scalo alla Marittima: «l’autorizzazione per la crociera in rada era stata data lo scorso lugliodalla capitaneria di porto, per una nave che aveva chiesto e non trovato una possibilità negli ormeggi. L’operazione in sé era stata condotta in sicurezza, ma non è una modalità prevista sui piani per il 2023». Nella circostanza, una grande nave si era fermata fuori del Lido, facendo arrivare 1.500 passeggeri nell’isola con un trasbordo su grandi lance. «Il fatto che i passeggeri arrivassero da una nave bianca ha destato attenzione, ma noi lavoriamo per costruire banchine in modo sostenibile – sottolinea Di Blasio -. Si è solamente trattato di una sperimentazione, a comune informato. Non è di certo la modalità preferita».

Quanto al terminal di Fusina, «abbiamo per la prima volta in Italia attivato un articolo di legge che consente di effettuare delle operatività in banchina nelle more della emissione della nuova Via – aggiunge Di Blasio -. E’ un grosso risultato, fatto sotto traccia, a inizio di agosto. Adesso la banchina è operativa e il gestore la può mettere a disposizione del mercato, sia Ro/Ro che crocieristico. Non sono arrivate le crociere il giorno dopo questa notizia, perché hanno programmazione biennale, ma l’anno prossimo sicuramente si potranno vedere delle crociere».

Di Blasio ha fatto anche un bilancio dell’attività crocieristica su Venezia: «sono 200 le navi da crociera arrivate nel 2022 a Venezia negli approdi diffusi di Fusina, Porto Marghera, e Chioggia oltre a poche unità più piccole alla Marittima, dopo lo stop imposto dal Governo al passaggio dei “giganti” del mare davanti a San Marco. Nel 2023, secondo la previsione dell’Autorità portuale, arriveranno a quota 300. Si tratta di un grosso risultato: fare il paragone con le 500 e passa navi del 2019 è un errore E’ successo un terremoto che ha distrutto la crocieristica, e miracolosamente abbiamo dato non due ormeggi, ma tre e addirittura quattro. Possiamo dire che “Venezia is back”, Venezia è tornata. Ora resta da capire che tipo di richiesta ci sarà per Fusina, perché la domanda è elevata, ma lì possono attraccare solo navi più piccole rispetto a quelle che possono entrare in Tiv e Vecon, ma che comunque non possono passare per il Canale della Giudecca».

Di Blasio ha ricordato che vi sono piani per 157 milioni di investimento da parte dello Stato, «e stiamo lavorando su tutte gli altri aspetti legati all’accessibilità, tra cui il protocollo fanghi e il piano morfologico».

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