Assestamento di bilancio preelettorale in Trentino

Dotazione da 318 milioni da destinare a lavoratori pubblici, famiglie, imprese e investimenti. Sforzo della maggioranza di centro destra di riconquistare il consenso perduto.

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La sede centrale della provincia di Trento.

Il governo del Trentino ha varato la proposta di assestamento di bilancio 2023 che ora andrà in discussione nel parlamentino dell’Autonomia speciale per l’approvazione, presentandola alle categorie economiche e sindacali.

La giunta guidata dal leghista Maurizio Fugatti ha reso disponibile un gruzzoletto di ben 318 milioni di euro, un provvedimento che guarda anche alla riconquista del consenso perduto durante i cinque anni della legislaturache sta per terminare con le elezioni del 22 ottobre prossimo, con il forte rischio che il centro destra a trazione leghista esca sonoramente battuto dalle urne.

Nelle intenzioni del governo provinciale, le risorse saranno destinate per misure a favore di famiglie e imprese,interventi di sostegno al reddito e investimenti. Sul fronte dell’addizionale Irpef, si conferma il ritorno all’esenzione per i redditi compresi tra i 15.000 e i 25.000 euro (30 milioni di euro), provvedimento che aveva sollevato un deciso malcontento tra la popolazione, specie in confronto con l’Alto Adige, dove il tetto di esenzione è più elevato.

Al pubblico impiego sono destinati nell’assestamento di bilancio 2023 35,6 milioni per il riconoscimento di una tantum (2% dello stipendio) aggiuntiva rispetto all’indennità di vacanza contrattuale, in attesa della ripresa della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro 2022-24. A queste risorse, si aggiungono 3,6 milioni per l’attribuzione al personale docente delle scuole a carattere statale di incrementi tabellari disposti a livello nazionale sul contratto 2019-21.

Seguono interventi a favore della casa (7 milioni di euro), di cui 5 milioni per interventi sul patrimonio Itea e 2 milioni destinati a rafforzare il fondo nazionale di garanzia prima casa. La quota dedicata agli investimenti pubblici, compresi gli interventi dei comuni finanziati dal Fondo di sviluppo locale, è pari a 94,8 milioni di euro. Si aggiungono, poi, interventi finanziati a debito per circa 50 milioni di euro, con un limite di impegno decennale.

Ci sono poi gli accantonamenti a favore dei comuni (69,5 milioni di euro), le misure a favore dei settori economici (22,1 milioni), la promozione del territorio e dei prodotti trentini (19,5 milioni di euro), i primi interventi per far fronte alla carenza d’acqua (3,4 milioni destinati a opere di accumulo e per progetti per lo sviluppo della tecnologia per il risparmio idrico in agricoltura con il coinvolgimento del sistema della ricerca locale), le operazioni sul patrimonio immobiliare del sistema provinciale (20 milioni). Completano il quadro della variazione ulteriori destinazioni per 16,1 milioni.

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