Msc acquista il 50% dei treni di Italo

L’operazione vale circa 4 miliardi. Global Infrastructure Partners simane socio al 50%, ma la gestione passa congiuntamente al leader delle crociere.

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Msc della famiglia italo svizzera Aponte, leader nel settore crocieristico, ha concluso l’acquisto del 50% dei treni di Italo dal fondo americano Global Infrastructure Partners (Gip) che manterrà una quota del 50%, mentre la gestione sarà congiunta. La presidenza resterà a Luca Cordero di Montezemolo con Gianbattista La Roccaamministratore delegato.

Msc della famiglia Aponte, acquisisce il secondo vettore ferroviario italiano dell’alta velocità, che nel 2012 quando fece il suo esordio, ha introdotto la concorrenza sul settore passeggeri in Italia.

Italo ha trasportato più di 100 milioni di viaggiatori su una rete che oggi conta 53 stazioni di 48 città, 116 collegamenti al giorno ed una squadra di oltre 1.400 dipendenti. La flotta è arrivata a 51 treni.

Dalla strada ferrata Italo si è poi esteso su quella stradale, completando nei mesi scorsi l’acquisizione di Itabus e facendo così nascere un gruppo multimodale operativo sia su ferrovia che su strada. E con 51 treni e 100 bus il gruppo punta a connettere tutta l’Italia, servendo 24 ore su 24 grandi città, borghi turistici e snodi infrastrutturali come porti ed aeroporti.

Dal canto suo il gruppo Msc è un gigante che opera a livello mondiale nel settore dei container, dei terminal portuali, dei traghetti per passeggeri, delle crociere. La storia di Msc inizia a Bruxelles nel 1970, quando il capitano Gianluigi Aponte fonda la compagnia con una piccola nave da carico: la MV Patricia. Nel corso degli anni Msc è cresciuta fino a 760 navi, opera su 300 rotte, serve 520 porti nel mondo, ha 675 uffici locali, quattro aeromobili ed impiega complessivamente 180.000 persone.

Nel 2022 ha registrato un fatturato di 28,19 miliardi di dollari. Nel settembre 2021 Msc fonda un nuovo marchio crocieristico: Explora Journeys dedicato alle crociere extralusso. Con sede a Ginevra, il gruppo rimane di proprietà privata. E nel mirino potrebbe finire anche Ita, il vettore aereo nazionale nato sulle ceneri della sciagurata Alitalia.

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