Salvataggio Wartsila producendo carri merce ferroviari per Msc

Interessante apertura da parte del principale protagonista della logistica integrata europeo.

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Salvataggio Wartsila WartsilaTrieste motori navali 1

Per il salvataggio Wartsila arriva la svolta nella vertenza targata Msc, con il proprietario del Gruppo, Gianluigi Aponte, che propone di ristrutturare l’impianto che produceva motori marini a Bagnoli della Rosandra (Trieste) per costruire carri ferroviari per aumentare il trasporto merci, coinvolgendo i 300 esuberi della multinazionale finlandese e magari anche creando nuovi posti di lavoro.

L’accordo è già stato raggiunto, dice Aponte che guarda alle potenzialità dell’area industriale triestina: «è una bella struttura che peraltro ci serve». I sindacati manifestano cautela sull’annuncio dopo tante marce avanti ed indietro, ma chiedono di passare ai fatti.

«So che è in atto un’interlocuzione importante che noi seguiamo con grande attenzione – conferma il ministro delle Imprese, Adolfo Urso – perché riteniamo che il sito industriale di Wartsila sia strategico per l’Italia. Siamo ovviamente impegnati affinché queste interlocuzioni giungano in porto nel modo migliore possibile».

Di un ruolo di Msc nel salvataggio Wartsila si era cominciato a parlare a fine 2023. Ora l’annuncio ufficiale. I sindacati sono cauti dopo la doccia fredda del luglio 2022, quando Wartsila annunciò la cessazione della produzione di motori marini e richiamano la necessità di giocare a carte scoperte.

«Non comprendiamo i motivi di un accordo tra Wartsila e Msc al di fuori del tavolo aperto al ministero», osserva Guglielmo Gambardella segretario nazionale Uilm. E poi quale ruolo avrà ora Ansaldo Energia, che siede al tavolo e che per il sito sta valutando un progetto per la produzione di energia rinnovabile? «Bisognerà capire se i progetti di Ansaldo e Msc possono viaggiare insieme», spiega Alessandro Gavagnin (Fim Trieste). «Dalla regione Friuli Venezia Giulia al momento le bocche sono cucite. Attendiamo l’incontro di domani per capire cosa succederà. Al momento non sappiamo se parteciperà anche Msc», dice Marco Relli (Fiom Trieste).

«Non stupisce l’interesse di Msc – puntualizza la deputata dem Debora Serracchiani, già presidente della Regione -: occorre conoscere i vari aspetti del piano industriale».

L’iniziativa di Msc si inquadrerebbe nel sistema industriale della compagnia con sede a Ginevra visto che il gruppo è azionista di riferimento di Medway, impresa ferroviaria che opera in Italia e in diversi paesi europei, e con la MedLog è leader nella logistica. Nell’ambito del potenziamento del gruppo, Msc ha appena acquisito il 51% di Italo, con l’ambizione appunto di sviluppare il trasporto merci su ferrovia a complemento della logistica navale.

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