Airbag difettosi: campagna di richiamo per ben 164.347 Citroën C3 e DS3, C4 e DS4

Dal 2 luglio è a disposizione sul sito del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una lista delle targhe delle auto coinvolte. Cresce lo scontento dei consumatori appiedati.

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Airbag di Citroën e DS

La campagna di richiamo per gli airbag difettosi di oltre 600.000 vetture nel mondo prodotte tra il 2009 e il 2019 a marchio Citroën e DS procede tra molte difficoltà per la carenza dei ricambi da sostituire e i più penalizzati sono i consumatori che si trovano appiedati e spesso senza alcuna auto sostitutiva di supporto.

La campagna riguarda il difetto agli airbag difettosi prodotti dalla giapponese Takata: il problema è legato al grave rischio di deterioramento del propellente che innesca la fuoriuscita del cuscino, che, in caso di incidente, potrebbe gonfiarsi con eccessiva forza, con la possibilità di causare lesioni anche gravi e, nella peggiore delle ipotesi, la morte dei passeggeri.

Il richiamo è iniziato già da alcuni mesi da parte della società del gruppo Stellantis che ha inviato ai proprietari raccomandate di diffida a non utilizzare le auto fornendo indicazioni su come agire. Nelle operazioni di richiamo in corso – non si esclude al momento che il richiamo possa essere esteso anche ad altri modelli o marche di veicoli – interessano 164.347 Citroën C3 e C4, DS3 e DS4.

La gestione delle operazioni di richiamo sta evidenziando l’impreparazione del gruppo automobilistico presieduto da Jaki Elkann, con molti utenti che a mesi dalla notifica della diffida non utilizzare l’automobile, si sentono abbandonati perché l’assistenza non ha provveduto a sostituire l’airbag. E, nonostante il gruppo Stellantis abbia assicurato la disponibilità di auto di cortesia per i proprietari appiedati, di fatto, tranne rari casi, la maggioranza non ha ricevuto alcun veicolo sostitutivo.

Gli automobilisti non possono disporre del loro veicolo acquistato per lavoro o per uso privato e, in piena stagione dei viaggi delle vacanze, molti si trovano penalizzati per l’impossibilità di utilizzarlo e la mancata fornitura di un veicolo alternativo. Molti inoltre, nonostante abbiano seguito esattamente le modalità indicate da Citroen nella comunicazione di richiamo, per registrare la propria auto sul sito indicato, non hanno ancora ricevuto il voucher per poter prenotare la sostituzione presso le autofficine autorizzate della rete Stellantis.

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dal 2 luglio sul proprio sito ha pubblicato la lista di tutte le targhe riferite alle auto oggetto del richiamo, accompagnata dall’avvertimento «gli utenti che dovessero ritrovare nell’elenco il numero di targa della propria autovettura, se non già richiamati per la sostituzione dell’airbag, a rivolgersi con la massima urgenza al concessionario o officina autorizzata di fiducia del Gruppo Stellantis».

Ancora una volta, dinanzi ad un problema molto diffuso relativo alla produzione di airbag difettosi Takata, le case costruttrici si dimostrano impreparate a gestire un richiamo di queste dimensioni, lasciando spesso i consumatori senza alcuna protezione per settimane se non mesi. E questo per un amministratore delegato di Stellantis recordman degli emolumenti come Carlos Tavares, dall’olimpo dei suoi 36,4 milioni incassati nel 2023, pari a 518 volte il salario medio di un dipendente del gruppo automobilistico e anche di molti utilizzatori dei veicoli del gruppo, è un fatto altamente negativo che dovrà incidere nella premialità 2024, oltre che sull’immagine e reputazione del gruppo stesso che non ha assistito adeguatamente i propri clienti.

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