Gestire l’arte, fra fisco e tutela: a Padova avvocati, commercialisti e collezionisti per orientarsi nel nuovo scenario

Professionisti, accademici e collezionisti si confrontano sui nuovi strumenti giuridici e fiscali per un mercato dell’arte in rapida espansione.

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Secondo il Collector Report 2025 di Avant Arte, basato su un sondaggio di 3.100 collezionisti in 115 Paesi, oltre un terzo degli appassionati di nuova generazione investe più di 10.000 € l’anno in opere d’arte, mentre quasi due terzi superano i 5.000 € di spesa annua. Inoltre, l’83 % del campione dichiara di avere la volontà e i mezzi per aumentare ulteriormente il proprio impegno economico a sostegno di artisti e istituzioni. Questi numeri fotografano non solo una passione crescente, ma evidenziano l’urgenza di dotarsi di strumenti giuridici e fiscali adeguati a gestire un mercato in espansione: da qui la scelta di UGDCEC e AIGA di fare squadra – insieme a Formazienda e Sistema Credito – per affrontare il tema in un convegno dedicato.

Gestire e proteggere l’arte: Padova fa squadra tra avvocati, commercialisti e imprese

Si è svolto nella sala conferenze “Levi Civita” del Tribunale di Padova il primo evento congiunto dell’Unione dei Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Padova (UGDCEC) e dell’AIGA – Associazione Italiana Giovani Avvocati, sezione di Padova, organizzato in collaborazione con Formazienda e Sistema Credito e patrocinato dagli Ordini professionali. Il convegno, intitolato “Gestire e proteggere l’arte: aspetti legali e fiscali, tra opportunità e rischi”, ha riunito professionisti, istituzioni e mondo accademico per un confronto sul valore economico e culturale del patrimonio artistico e sugli strumenti per tutelarlo e valorizzarlo.

Tra i temi chiave Patrizia Marzaro (Università di Padova) ha offerto una lettura accademica delle dinamiche giuridiche legate alla protezione del patrimonio artistico, soffermandosi sul bilanciamento fra interessi privati e intervento pubblico, Alessia Casotto, presidente AIGA Padova, ha approfondito le responsabilità legali nella gestione delle opere d’arte, Emanuele Artuso, presidente UGDCEC Padova, ha tracciato il confine fra collezione e impresa, illustrando le conseguenze fiscali delle plusvalenze. Le commercialiste Marì Albuzio ed Elisa Carrirolo hanno analizzato i profili di fiscalità indiretta (Iva, diritto di seguito, regime del margine) e le novità in materia di successioni, trust e donazioni. L’avvocato Alfredo De Felice ha guidato i presenti nei nuovi scenari dell’arte digitale e degli NFT. L’imprenditore e collezionista Inti Ligabue ha condiviso la propria esperienza diretta nel mercato dell’arte.

A moderare la tavola rotonda è stata l’avvocata Camilla Donà, componente del Comitato Scientifico di AIGA Padova, che ha animato il dibattito fra relatori e pubblico.

Focus fiscali emersi durante il convegno

Iva, diritto di seguito e “regime del margine”: la mappa di Elisa Carrirolo

Ad aprire i lavori tecnici è stata la commercialista Elisa Carrirolo, che ha tracciato la geografia dell’Iva applicata alle opere d’arte. Se l’artista è il primo cedente, la vendita è assoggettata all’imposta con le aliquote ordinarie, ma gallerie e case d’asta possono scegliere – entro precisi paletti – il regime del margine, calcolando l’Iva solo sulla differenza fra prezzo di vendita e costo d’acquisto. Non meno delicato il diritto di seguito: una percentuale (fino a 12.500 €) che spetta all’autore su ogni rivendita superiore a 3.000 € e che resta fuori campo Iva.

Collezionista, speculatore o mercante? La linea sottile dell’Irpef secondo Emanuele Artuso

Il commercialista Emanuele Artuso ha spiegato che la plusvalenza realizzata dalla cessione di opere d’arte è imponibile solo quando l’attività diventa abituale. La Cassazione (ord. 6874/2023) distingue infatti fra collezionista, speculatore occasionale e mercante d’arte, qualificando i redditi ai fini Irpef e Iva in base alla frequenza e all’organizzazione delle vendite.

Successioni, donazioni e trust: le novità di Marì Albuzio

La commercialista Marì Albuzio ha illustrato le ricadute del D.Lgs. 139/2024, in vigore dal 1° gennaio 2025, che introduce l’autoliquidazione dell’imposta di successione e elimina il coacervo successorio. Per opere d’arte vincolate come beni culturali prima dell’apertura della successione, è prevista l’esclusione dall’attivo ereditario, a patto di rispettare i vincoli di conservazione.

Nuove sfide digitali e testimonianze dal collezionismo

L’avvocato Alfredo De Felice ha delineato i profili giuridici dell’arte digitale, concentrandosi su smart contract e certificazioni blockchain per gli NFT, mentre Inti Ligabue ha raccontato come il collezionismo possa trasformarsi in mecenatismo, fra scouting di giovani talenti e promozione della ricerca scientifica sulle antiche civiltà.

Un’agenda per professionisti e collezionisti

Dalla tassazione indiretta all’arte digitale, dalla tutela amministrativa alle strategie di pianificazione successoria, l’incontro di Padova ha disegnato una road‑map di competenze fondamentali per chi opera – per professione o passione – nel mercato dell’arte. Il messaggio finale, condiviso da tutti i relatori, è chiaro: solo il dialogo interdisciplinare fra giuristi, fiscalisti e operatori culturali può garantire che l’arte non resti un bene fragile, ma diventi un patrimonio protetto e generativo di sviluppo.
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Massimo Casagrande