Futuro delle Truppe Alpine a Bolzano: Urzì cannoneggia Spagnolli

La richiesta del senatore altoatesino vicepresidente del gruppo per le Autonomie brutalmente impallinata dal coordinatore regionale di Fratelli d’Italia eletto con paracadute in Veneto.

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Futuro delle Truppe Alpine
Alessandro Urzì (a sx) cannoneggia su Luigi Spagnolli.

Circa il futuro delle Truppe Alpine a Bolzano, sede del Comando, il senatore bolzanino Luigi Spagnolli, vicepresidente del Gruppo per le Autonomia, chiedeva lumi in un’interrogazione formulata al ministro della Difesa, Guido Crosetto, a seguito di dichiarazioni ufficiali del Governo stesso, solo pochi mesi fa in aula, che confermavano il declassamento degli Alpini di Bolzano.

Una banale richiesta d’informazioni che è stata cannoneggiata ad alzo zero dal coordinatore regionale del Trentino Alto Adige di Fratelli d’Italia, nonché capogruppo dei meloniani in Commissione Affari costituzionali della Camera, il deputato Alessandro Urzì. «Il senatore Spagnolli, candidato con il Pd ed ora collocato nel gruppo Autonomie, ha preso un brutto abbaglio estivo circa il futuro delle Truppe Alpine e del loro ruolo in provincia di Bolzano. Totalmente incomprensibile la sua nota di ieri frutto di voci e dicerie maligne diffuse dai nemici della presenza delle Penne nere in Alto Adige, e replicate irresponsabilmente senza alcuna preventiva verifica istituzionale – sventaglia Urzì -. Posso al contrario dire che il personale militare in Alto Adige è in costante crescita e sono già previste nuove assegnazioni di giovani volontari e sottufficiali fra il resto al 6 Reggimento Alpini, a breve riaprirà la caserma di San Candido con 490 posti letto».

Urzì scende nei dettagli dei movimenti all’interno delle Truppe Alpine altoatesine, quasi a ventriloquo dello stesso ministro Crosetto: «l’afflusso di nuovo personale e investimenti importanti sono in atto nelle sedi di Brunico, San Giorgio, Villabassa, Corvara e Vipiteno solo per rimanere nel settore nord orientale. Stanno dando i loro frutti gli accordi di programma come sono previsti ed in erogazione fondi interni della forza armata, tutte le aree addestrative vengono valorizzate e utilizzate da tutte le unità presenti sul territorio. Le Truppe Alpine sono più che mai valorizzate e impiegate in molteplici scenari interni ed internazionali che evidentemente il senatore Spagnolli non conosce. Oggi gli Alpini rappresentano il fulcro della forza di reazione della Nato con la Julia, la Taurinense si prepara ad andare in Libano, sono al centro del progetto artico, saranno impegnati nelle Olimpiadi invernali. Recentemente si è proceduto all’apertura di un’unita addestrativa per volontari. Non vi è alcun declassamento, anzi, mai come in questo periodo gli Alpini rappresentano le unità più impegnate dell’Esercito. E sono un vanto per l’Alto Adige. Confidiamo lo diventino anche per il senatore Spagnolli e la Sinistra che invitiamo a fare cessare una inutile e dannosa azione di discredito e catastrofismo».

Il pesante cannoneggiamento con raffica finale di mitragliatrice pesante di Urzì pare essere avvenuta a salve, tanto che l’obiettivo dell’attacco ha risposto lanciando qualche granata. «Sulla perdita di personale e competenze del Comando Truppe Alpine di Bolzano, ricordo al Senatore Urzìarmeggia Spagnolli – che non spetta a lui rispondere alla mia interrogazione parlamentare, ma al ministro cui è stata indirizzata. La sua nota è uno sgarbo nei confronti del ministro Crosetto. Senza dimenticare che non sta a lui stabilire la liceità della mia richiesta, che afferisce alle mie prerogative di parlamentare, eletto nel proprio territorio e non, come lui, da paracadutato in Veneto» blindato nel listino proporzionale.

«Urzì dice che dovrei informarmi meglio? Forse è lui a doverlo fare – afferma Spagnolli -: è stato il Governo stesso, solo pochi mesi fa in aula, a confermare il declassamento degli Alpini di Bolzano. Nessuno vuole creare polemiche pretestuose: si chiede soltanto chiarezza da parte del ministro, nell’interesse degli Alpini e del ruolo che ricoprono nel nostro territorio. Sempreché Urzì glielo consenta».

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