Sicurezza sul lavoro: Trentino e Alto Adige assieme per migliorare

Incontro a Trento dei comitati di coordinamento con gli assessori Achille Spinelli e Magdalena Amhof.

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Sicurezza sul lavoro

Si è svolto a Trento il primo incontro congiunto dei Comitati di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro di Trentino e Alto Adige, un appuntamento inedito, nato per rafforzare la collaborazione tra i due territori e creare un’occasione di confronto operativo sui temi centrali della prevenzione e della vigilanza, in un’ottica di coordinamento e responsabilità condivisa.

«La sicurezza sul lavoro è una responsabilità condivisa che richiede consapevolezza, coerenza e partecipazione – ha affermato il vicepresidente del Trentino e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli -. Dobbiamo continuare a promuovere una cultura diffusa della prevenzione, che affondi le sue radici nei comportamenti quotidiani di imprese, lavoratori e istituzioni».

Spinelli ha sottolineato come la prevenzione non possa ridursi all’applicazione formale delle norme, «ma debba rappresentare un impegno culturale e strategico, alimentato dalla responsabilità diffusa». È stata ricordata al proposito la recente scelta di non adottare specifiche ordinanze sul tema del calore estivo, perché «la sicurezza non può essere imposta ma deve essere scelta, compresa e applicata e abbiamo avuto fiducia nella corretta applicazione delle linee guida nazionale e degli strumenti di autovalutazione da parte degli attori del nostro sistema produttivo».

Nel suo intervento, l’assessore altoatesino ad Europa, lavoro e personale, Magdalena Amhof, ha espresso soddisfazione per questo primo e storico incontro congiunto dei due Comitati, sottolineando «il valore del dialogo tra le due Province autonome e l’Ispettorato nazionale del lavoro su temi così rilevanti. Trento e Bolzano, non facendo parte dell’INL, sfruttano occasioni come questa, non solo necessarie ma preziose, per rafforzare la rete delle relazioni istituzionali. Un’Autonomia responsabile – ha sottolineato – non deve essere intesa come chiusura, bensì come opportunità per innovare, sperimentare e proporre soluzioni condivisibili con altri territori». Amhof ha quindi auspicato che «l’incontro possa essere un primo passo per coltivare una cultura della prevenzione basata sulla legalità, sul rispetto delle regole e sulla centralità del contratto di lavoro. Proprio da questi elementi, si costruisce una sicurezza autentica e duratura nei luoghi di lavoro».

L’incontro ha visto la partecipazione del presidente dell’associazione Lavoro & Welfare ed ex ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, Cesare Damiano, del presidente dell’Agenzia del Lavoro, Riccardo Salomone, del dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico del Trentino, Laura Pedron, del direttore centrale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Aniello Pisanti, dei responsabili dei servizi lavoro delle due Province, Giuliana Cristoforetti e Petra Piffer, oltre a Dario Uber direttore di Apss-UOPSAL, con la competenza alla salute e sicurezza sul lavoro del Trentino. Presenti anche i vertici di TSMTrentino School of Management e il presidente della Camera di Commercio, Industria Artigiano Turismo e Agricoltura di Trento, Andrea De Zordo.

I lavori si sono articolati in due sessioni. La prima ha offerto un approfondimento sul significato del concetto di “prevenzione” alla luce delle recenti evoluzioni normative, a partire dalle disposizioni del Decreto legislativo 81/2008, con particolare riferimento all’impiego delle risorse derivanti dalle sanzioni per finanziare attività preventive. La seconda sessione ha riguardato la programmazione 2025 delle attività di vigilanza da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con l’illustrazione delle linee guida e l’individuazione di strumenti e sinergie per migliorare l’efficacia degli interventi.

Cesare Damiano ha parlato di “cultura della sicurezza” come di un obiettivo ancora lontano dall’essere pienamente affermato. «In un tessuto produttivo frammentato – ha ricordato – è fondamentale rafforzare le buone pratiche e puntare su programmazione e responsabilizzazione diffusa, apprezzando in tal senso l’approccio adottato dalle Province autonome di Trento e Bolzano». Damiano ha richiamato i fondamenti del decreto 81/2008, frutto del lavoro condiviso con l’ex ministro Livia Turco – “prevenzione, formazione, sanzione” – e ha sottolineato il costo altissimo degli infortuni per il sistema Paese – circa tre punti di PIL all’anno – e la necessità di investire di più in prevenzione, anche incentivando le imprese con sgravi e bandi. Ha infine sottolineando le opportunità che nuove tecnologie, digitalizzazione e intelligenza artificiale possono offrire per migliorare la protezione e ridurre gli incidenti, invitando ad investire in questa direzione, ossia quella del badge digitale e del cantiere digitale.

Riccardo Salomone ha centrato il suo intervento sul legame strutturale tra organizzazione del lavoro e sicurezza, sottolineando come la gestione aziendale incida in modo diretto sui livelli di rischio. «La sicurezza – ha spiegato – è parte integrante della struttura aziendale e non può essere trattata come una variabile esterna». Ha richiamato «la necessità di un approccio “olistico” e trasversale alla prevenzione, valido per tutti i settori», e ha indicato negli articoli 13, 14 e 15 del Testo Unico tre riferimenti chiave per legare sicurezza, regolarità contrattuale e organizzazione efficace.

Aniello Pisanti ha illustrato le linee fondamentali della programmazione dell’ente per l’anno 2025: edilizia per quanto riguarda la parte sicurezza, contratti pirata e dumping contrattuale nell’area regolarità sono i fenomeni oggetto di indagine. Pisanti ha inoltre rappresentato ampia disponibilità alla collaborazione ed assicurato attenzione alle esigenze e richieste degli Ispettorati delle due Province autonome, sia per quanto attiene alla regolarità sia sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro.

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