Il ministero delle Imprese e del “Made in Italy”, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha richiesto a Poste Italiane l’immediata sospensione della commercializzazione di due francobolli appartenenti alla serie “Turistica – Patrimonio naturale e paesaggistico” a seguito di un’anomalia riscontrata dal Mimit nei francobolli dedicati ai monti del Gruppo del Catinaccio delle Dolomiti e del Gruppo del Latemar, situati nella regione Trentino Alto Adige, risultati privi delle diciture bilingue italiano-tedesco previste per tale territorio in conformità a quanto sancito dall’articolo 6 della Costituzione italiana e alle normative vigenti.
Sentiti i proponenti, i francobolli erano stati predisposti dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e successivamente approvati dalla commissione nazionale filatelica, che però è sorvolato sulla mancanza dell’indicazione bilingue.
«Nel confermare il proprio impegno per la valorizzazione delle identità locali, anche sotto il profilo linguistico, il ministero delle Imprese e del “Made in Italy” ha incaricato la commissione filatelica di condurre una verifica per accertare eventuali omissioni nell’iter approvativo del francobollo e di avviare la realizzazione di nuovi bozzetti conformi alle disposizioni sul bilinguismo»
Carlo Giovanardi, ex ministro del secondo governo Berlusconi e membro della Consulta filatelica nazionale, suggerisce di ristamparli corretti, ma poi di metterli in vendita insieme a quelli sospesi per evitare speculazioni e altri casi di “Gronchi rosa”, il celebre francobollo stampato con una colorazione errata. Giovanardi spiega di aver segnalato agli uffici del ministero «i gravi errori contenuti nell’ultima emissione di francobolli della serie “Turistica” che doveva essere messa in vendita da stamattina negli uffici postali. L’anno scorso, infatti, su mia proposta, era stato emesso un francobollo italiano che indicava l’impegno del ministero ad emissioni bilingui ovunque fossero rappresentate località in Italia con minoranze o localmente maggioranze di lingua diversa (tedesco, francese, sloveno, croato)».
«Nei sei francobolli della serie “Turistica” di quest’anno, purtroppo – osserva Giovanardi – mentre quello della Valle d’Aosta è correttamente bilingue, i due dedicati a montagne del Trentino Alto Adige-Süd Tirol, ambedue in provincia di Bolzano-Bozen, contengono gravi errori. In ambedue infatti ci sono soltanto le scritte in italiano e in particolare in uno dei due, il mitico gruppo del Rosengarten, viene indicato nel francobollo soltanto con il nome italiano “Catinaccio” e con la dizione Trentino Alto Adige, mentre nel titolo del bollettino illustrativo si fa riferimento incomprensibilmente a re Laurino e alla sua leggenda sul giardino delle rose (in tedesco Rosengarten)».
Giovanardi ringrazia il ministro Urso per aver bloccato i due francobolli, ma rilancia ‘la proposta di Fabio Bonacina, ex presidente dell’Unione stampa filatelica, di ristampare debitamente corretti i due francobolli, ma metterli in vendita poi assieme a quelli attualmente sospesi per evitare speculazioni come avvennero al tempo del chiacchieratissimo “Gronchi rosa”.
Se il presidente della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, è soddisfatto della decisione autonoma da parte di Urso, per il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, raccoglie e rilancia. «Se deve essere bilinguismo, sia ma sempre e per tutti. Apprezzabile quindi lo scrupolo del ministro Urso che ha richiesto un approfondimento tecnico e una ulteriore super visione da parte della commissione nazionale filatelica sull’uso del solo italiano delle dizioni toponomastiche e del bilinguismo. Allora sul tavolo poniamo anche il tema dell’utilizzo delle forme bilingui dei marchi di qualità dei prodotti dell’Alto Adige che troppo spesso in tutta Italia vengono usati nella sola forma tedesca (Speck, vino, latticini, prodotti turistici… marchio “Qualità Alto Adige/Südtirol” e non più e solo soltanto marchio “Qualità Südtirol“). La sfida è raccolta».
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