Sono ufficialmente iniziati in Trentino a Mezzolombardo i lavori di tracciamento delle corsie ciclabili previste dal progetto sperimentale “Bike Lane 2025”, promosso dalla Provincia di Trento, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e la convivenza tra ciclisti e automobilisti.
Il progetto prevede la realizzazione di oltre 30 chilometri di corsie ciclabili su due tratti stradali altamente frequentati dai ciclisti: la SP 64 e la SS 43 nel tratto da Mezzolombardo a Fai della Paganella, per complessivi 12 chilometri circa e la SS 612 della Val di Cembra, da località Valda (Altavalle) a località Stramentizzo (Castello-Molina di Fiemme), per circa 18,9 chilometri.
Questa iniziativa nasce anche come segno tangibile in memoria di due giovani promesse del ciclismo trentino, Sara Piffer e Matteo Lorenzi, perite mentre si allenavano lungo le strade trentine.
«La “bike lane” non è solo un intervento tecnico sulla viabilità, ma un atto di responsabilità e di civiltà – ha spiegato il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti – in memoria di Sara e di tutti i ciclisti che hanno perso la vita sulla strada, vogliamo contribuire a costruire un ambiente più sicuro, dove ogni utente, a partire dai più vulnerabili, possa sentirsi rispettato e tutelato. La sicurezza dei ciclisti non può essere considerata un tema secondario».
Le “bike lane” sono corsie ciclabili tracciate sul lato destro della carreggiata, nel senso di marcia dei veicoli, con larghezze comprese tra 80 e 100 cm e sono integrate da segnaletica orizzontale simbolica. Sono delimitate da strisce bianche tratteggiate e possono essere valicate dai veicoli, tenendo conto che su molte strade del Trentino, in particolare in montagna, non c’è spazio sufficiente per realizzare corsie riservate in esclusiva ai ciclisti. Il tracciamento orizzontale serve comunque come segnale visivo costante, per ricordare agli automobilisti la possibile presenza di biciclette sulla carreggiata e per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza dei ciclisti, che va sempre tutelata con il massimo rispetto. L’obiettivo, dunque, è quello di rendere visibile e riconoscibile lo spazio riservato alla mobilità ciclistica e aumentare la consapevolezza degli automobilisti, anche attraverso un segnale visivo continuo lungo la tratta. Ma la “bike lane” non deve essere una licenza a prescindere per i ciclisti a procedere in gruppo ostacolando la circolazione degli altri utenti della strada o a correre, talvolta tagliando pure le curve.
Nel rispetto del Codice della Strada, i ciclisti dovranno utilizzare la corsia ciclabile, evitando la marcia affiancata e prestando attenzione durante i sorpassi, mentre i conducenti dei veicoli dovranno rispettare la distanza laterale minima di 1,5 metri nei sorpassi (dove possibile) e dare precedenza alle biciclette in caso di attraversamento della corsia come nelle immissioni agli incroci o dai passi carrai laterali.
Particolare attenzione, durante la realizzazione dei lavori, viene posta anche all’orientamento dei chiusini di raccolta delle acque piovane, affinché le feritoie siano posizionate ortogonalmente rispetto al senso di marcia e non rappresentino un pericolo per le due ruote.
«Guardiamo con grande favore a questa iniziativa, che speriamo rappresenti davvero il primo passo di un progetto più ampio, destinato a interessare le 32 salite simboliche del Trentino – ha dichiarato il presidente della Federazione ciclistica trentina, Renato Beber – la presenza di una corsia ciclabile dedicata offre un elemento in più di garanzia per la sicurezza di chi sceglie di percorrere le nostre strade in bicicletta».

Oltre a pennellare strisce alternate a lato delle corsie di marcia, la Provincia di Trento dovrebbe investire maggiormente nella manutenzione del sedime stradale, dove l’asfalto è sempre più spesso ammalorato con vistose screpolature, buche rattoppate alla bell’e meglio con asfalto a freddo poco durevole e avvallamenti vari non livellati a seguito di lavori nel sedime stradale.

Fino a pochi anni fa, il Trentino si distingueva per la puntuale manutenzione delle proprie strade, tanto che al varco di confine sulle statali o sulle provinciali tra Veneto e Trentino si percepiva nitidamente il passaggio da una strada maltenuta (in Veneto) e una ben tenuta (Trentino). Ora, tale differenza si percepisce solo al passaggio del confine tra Trentino e Alto Adige, mentre il Trentino stradale è sempre più una groviera che mette a repentaglio la sicurezza di tutti gli utenti, automobili e, soprattutto motociclisti e ciclisti, con quest’ultimi spesso costretti a zigzagare pericolosamente per evitare in incappare in una caduta da buca. I soldi per riasfaltare ci sarebbero, ma forse manca la volontà politica di mettere mano alle fresatrici e alle asfaltatrici.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata







































