L’alto costo della vita in Trentino, la pressione turistica anche nelle aree montane, e la limitata disponibilità di suolo edificabile rendono quella dell’abitare una delle sfide economiche e sociali più urgenti fotografata dal rapporto Euricse.
Inoltre la crescente concentrazione della popolazione nei centri più sviluppati, con 3.500 nuovi abitanti nella Regione tra il 2023 e il 2024, accentua lo squilibrio tra domanda e offerta, alimentando una fascia grigia di cittadini che non riescono a sostenere i costi del mercato privato né ad accedere all’edilizia pubblica: troppo ricchi per l’edilizia popolare, troppo poveri per il mercato privato. Con il risultato che molti posti di lavoro rimangono scoperti proprio per l’impossibilità di trovare un alloggio a costi sostenibili.
Secondo il rapporto Euricse realizzato nell’ambito dell’Accordo di programma con la Provincia di Trento, in collaborazione con il Centro di competenza per il Management delle Cooperative della Libera Università di Bolzano e l’Ufficio politiche della casa della Provincia di Trento, nel capoluogo provinciale il costo medio per acquistare casa ha superato i 3.200 euro al metro quadro (+9,5% in un anno), mentre gli affitti hanno superato gli 11 euro al metro quadro. Oggi, circa il 35% delle famiglie spende più del 40% del proprio reddito per l’abitazione, penalizzando soprattutto giovani, lavoratori precari, anziani soli e famiglie monogenitoriali.
«L’abitare non è solo una questione edilizia, ma una leva strategica per lo sviluppo economico e un fattore fondamentale di inclusione sociale – sottolinea Riccardo Bodini, direttore di Euricse e coordinatore scientifico del progetto -. Servono risposte integrate e modulari, in cui le cooperative di abitazione possono giocare un ruolo importante» citando le esperienze in Austria, Germania e Svizzera. Anche in Italia non mancano casi interessanti ed esempi virtuosi che possono essere di riferimento anche per il contesto trentino.
Gli autori del rapporto Euricse avanzano raccomandazioni concrete articolate su quattro fronti principali: potenziare l’offerta di edilizia residenziale pubblica e sociale, per aumentare gli alloggi a canone sostenibile e moderato, rispondere ai bisogni delle fasce più fragili e intervenire prioritariamente nelle aree a maggiore tensione abitativa; regolamentare in modo più equilibrato il mercato degli affitti privati, incentivando la locazione a lungo termine, introducendo garanzie per i proprietari e limitando l’eccesso di affitti brevi, soprattutto nelle zone turistiche; adattare gli interventi alle specificità territoriali, differenziando le strategie tra aree a rischio di spopolamento e territori con forte domanda abitativa, garantendo servizi essenziali e promuovendo la mobilità sostenibile; sostenere, infine, lo sviluppo della cooperazione di abitanti, per favorire l’accesso alla prima casa di proprietà, promuovere il mix abitativo, recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato e facilitare l’offerta di locazioni a lungo termine sul mercato privato.
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