Dopo un 2024 non particolarmente fruttuoso, sia per le aziende agricole che per la cooperativa, a causa delle molteplici oscillazioni del clima, le performances di miglioramento per la stagione bieticola rappresentano ora l’aspettativa dell’intero comparto che vede in Coprob Italia Zuccheri l’unica filiera di barbabietola da zucchero resiliente in grado di produrre zucchero esclusivamente italiano.
In questi giorni è iniziata la raccolta della barbabietola da zucchero nello stabilimento di Minerbio in provincia di Bologna, dapprima con il conferimento delle barbabietole biologiche e poi di quelle convenzionali; a fine mese inizierà il ritiro anche presso lo stabilimento di Pontelongo nel Padovano. L’avvio della raccolta delle bietole, provenienti dagli areali di Veneto, Emilia Romagna, Marche, ma anche Lombardia, Friuli e Piemonte, fanno emergere piante oggi mediamente sane in grado di rispondere positivamente all’andamento climatico, ma non mancano gravi criticità.
Soprattutto nell’area veneta (ma con la possibilità che si estendano anche ad altre aree coltivate del comprensorio bieticolo) si registrano situazioni allarmanti a causa di numerosi attacchi di parassiti, prolificati con l’incremento delle alte temperature, che rischiano di mettere a repentaglio le stesse coltivazioni nella loro complessità.
Le cause principali di questo pericolo incombente sono attribuibili all’attività dannosa provocata dal Lisso (insetto sconosciuto fino a pochi anni fa) e anche dalla Spodoptora. Oggi la loro presenza – in particolare quella della Spodoptora – crea una vera e propria azione distruttrice a numerose coltivazioni fino ad alcuni giorni fa in corso di piena maturazione.
La preoccupazione dei bieticoltori è che possa espandersi rapidamente anche negli altri comprensori. I trattamenti disponibili sono già stati eseguiti ma, complice l’alta temperatura che ne ha ridimensionato in maniera sostanziale l’efficacia, rischiano di complicare o addirittura compromettere il lavoro degli agricoltori.
«La ricerca deve correre velocemente a trovare delle alternative – ha commentato il presidente di Coprob Italia Zuccheri, Luigi Maccaferri –, ma il contesto normativo europeo, la revisione continua delle molecole attive, ci consegnano un quadro poco ottimistico. Gli studi confermano che negli ultimi 20 anni sono stati persi ben 53 principi attivi autorizzati sulle bietole a livello europeo e, come spesso accade, non sono stati sostituiti con alternative valide. Questo sta diventando insostenibile per la produzione italiana, ancora di più se il comparto nazionale è vittima di accordi di importazioni di zucchero senza dazi da paesi come il Mercosur o l’Ucraina, realtà che non rispettano gli standard di produzione europei in termini di sicurezza per i produttori, ma soprattutto per i consumatori, potendo utilizzare fitofarmaci vietati agli agricoltori europei».
«La revisione dei fitofarmaci ammessi a difesa delle coltivazioni, figlia di una politica ideologica green europea lascia ai bieticoltori assai pochi strumenti di difesa nei campi: abbiamo pochi principi attivi e quelli rimasti sono poco incisivi – sottolinea Maccaferri –. Coprob sta cercando di gestire al meglio le emergenze, ma non basta, nel frattempo insieme alle aziende di fitofarmaci stiamo lavorando a delle alternative, almeno per il prossimo anno».
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