All’atto della candidatura per ospitare l’edizione 2026 delle Olimpiadi invernali lanciare dal presidente uscente del Veneto, Luca Zaia, l’evento sportivo avrebbe dovuto autosostenersi economicamente, salvo cozzare contro la realtà secondo cui senza il pesante intervento finanziario dello Stato l’evento Milano-Cortina avrebbe fatto ben poca strada.
La spesa per le Olimpiadi invernali 2026 ha ormai raggiunto quota 2 miliardi di euro, con uno sforamento di oltre 500 milioni, come ammette lo stesso governo nell’ambito della conversione del decreto Sport in Parlamento.
L’evento sportivo che avrebbe dovuto essere un affare assoluto e la Fondazione Milano Cortina presieduta dall’ex boss del Coni, Giovanni Malagò, avrebbe dovuto farsi bastare i contributi del Comitato internazionale olimpico, sponsor e dei diritti televisivi. Ma così non è accaduto, nonostante le adesioni “spintanee” degli sponsor composti da tante partecipate pubbliche, tanto che per chiudere l’ennesimo supero di spesa di ben 500 milioni – che probabilmente non saranno gli ultimi – si è dovuto ricorrere al mezzuccio – legale – di scindere le Paralimpiadi dall’evento olimpico principale, con tanto di nomina di un commissario ad hoc e relativa borsa della spesa, che serve per fare quadrare l’attuale livello di spesa comunicato al Parlamento.
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