Sul tema dell’eccesso da affollamento turistico (“overtourism”) che interessa sempre più località dell’Alto Adige a partire dal capoluogo Bolzano (secondo l’indagine di Demoskopika) e molte località come la vetta del Seceda, scende in campo l’Unione commercio Alto Adige secondo cui per la gestione dei flussi turistici «serve una chiara regolamentazione per il bene di tutti, per sostenere un’attività così importante per la Provincia» ha detto il presidente, Philipp Moser, raccogliendo le considerazioni dell’assessore provinciale al turismo, Luis Walcher, sull’introduzione di una gestione efficace dei luoghi turistici ad alta frequentazione, come il Seceda che dopo l’utilizzo di una sua immagine panoramica in occasione di un evento Apple è diventato un luogo iperaffollato, con colonne interminabili per salire sulla vetta tramite la funivia nonostante un biglietto di ben 52 euro per adulto per una corsa andata e ritorno.
«L’appello a un contingentamento non è solo giustificato, ma estremamente urgente – sottolinea Moser -. L’Alto Adige – e con esso una parte rilevante del commercio, della ristorazione e dei servizi – vive di turismo. Ma questo può funzionare solo se sia gli ospiti che i residenti beneficiano in egual misura della sua qualità. Un eccesso di affollamento turistico compromette proprio questo equilibrio, diventando ormai insostenibile per tutti i soggetti coinvolti».
Il Seceda rappresenta un esempio emblematico delle opportunità, ma anche delle criticità legate al successo turistico. L’afflusso incontrollato comporta carichi eccessivi per l’ambiente, le infrastrutture e la qualità della vita – problematiche sempre più percepibili anche nel tessuto economico locale. «Serve collaborazione, non eccessi. Qualità prima della quantità. Struttura invece di sovraccarico» continua Moser. Attualmente si parla del Seceda, ma è necessario pensare oltre, per poter intervenire rapidamente anche in altri luoghi, al superarsi di determinate soglie.
Moser evidenzia l’importanza di un modello di gestione ben studiato, con regole chiare e vincolanti, ad esempio sotto forma di obbligo di prenotazione o limiti massimi di visitatori. «L’esempio del lago di Braies – altro luogo reso famoso da una serie televisiva – ha dimostrato che modelli del genere possono funzionare, se comunicati in modo trasparente e attuati con coerenza».
Moser invita a una stretta collaborazione tra l’amministrazione provinciale, i comuni, le organizzazioni turistiche e gli operatori economici interessati: «le sfide possono essere affrontate, ma solo insieme. Come Unione siamo pronti a contribuire in modo costruttivo e a sostenere soluzioni che tutelino sia il nostro territorio che il futuro della nostra economia. Abbiamo una responsabilità: verso i nostri ospiti, verso la popolazione e verso le generazioni future».
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata

































