Con la nuova legge provinciale per il territorio e il paesaggio, l’Alto Adige punta a diventare ancora più sostenibile, compatto e vivibile: ma cosa significa concretamente per l’artigianato altoatesino che vuole crescere o insediarsi ex novo? L’associazione lvh.apa Confartigianato chiede soluzioni praticabili e mette in guardia contro una pianificazione calata dall’alto lontana dalla realtà.
La nuova legge provinciale per il territorio e il paesaggio fissa importanti punti di riferimento per lo sviluppo futuro dell’Alto Adige. L’obiettivo è garantire un’alta qualità della vita e del lavoro per la popolazione, sviluppando in modo sostenibile e lungimirante sia le aree urbane che quelle rurali. Particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, all’uso efficiente delle superfici già urbanizzate e alla promozione di insediamenti compatti, per contrastare la dispersione edilizia. Allo stesso tempo, si punta a favorire l’edilizia abitativa a prezzi accessibili e nuovi modelli abitativi, ad esempio per due generazioni all’interno di alloggi di servizio.
lvh.apa – Associazione degli Artigiani e Servizi vede in queste linee guida una grande opportunità per l’artigianato altoatesino, ma avverte che nella fase di attuazione non si deve perdere il contatto con la realtà operativa. In molte località, soprattutto le piccole e medie imprese artigiane incontrano limiti strutturali e di spazio. «Se vogliamo rafforzare l’artigianato altoatesino come spina dorsale della nostra economia locale, servono soprattutto tre cose: spazio per lavorare, spazio per crescere e spazio per vivere», sottolinea il presidente di lvh.apa Confartigianato, Martin Haller.
Secondo l’associazione, è fondamentale che i comuni garantiscano nel lungo periodo superfici idonee per nuovi insediamenti produttivi e ampliamenti aziendali. Allo stesso tempo, è necessario poter utilizzare in modo più efficiente gli edifici produttivi esistenti – non solo per esigenze operative, ma anche per l’alloggio dei collaboratori. In un periodo di carenza di manodopera qualificata, la disponibilità di abitazioni vicine al luogo di lavoro e a prezzi sostenibili diventa infatti un fattore competitivo determinante.
Un altro punto centrale è la semplificazione e l’accelerazione delle procedure amministrative. I processi di autorizzazione sono oggi spesso troppo lunghi e gravati da eccessiva burocrazia, dove l’Alto Adige eccelle. Indicazioni chiare, iter trasparenti e soluzioni digitali potrebbero alleggerire notevolmente le imprese e facilitare gli investimenti.
Per lvh.apa è necessario seguire attivamente questa tematica, portando le esigenze dell’artigianato al centro del dibattito urbanistico provinciale e locale. Perché le aree rurali non sono solo luoghi di residenza e svago, ma anche importanti sedi economiche. «Dobbiamo creare le condizioni affinché le imprese possano continuare a restare dove sono storicamente cresciute – nel cuore della comunità», conclude il direttore di lvh.apa, Walter Pöhl. L’artigianato non deve solo essere preso in considerazione nella pianificazione territoriale, ma deve poter partecipare attivamente alla sua definizione come protagonista e non solo come destinatario di scelte altrui.
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