In vista della stagione venatoria 2025/2026, la Giunta provinciale di Trento guidata dal leghista Maurizio Fugatti ha approvato la delibera che autorizza il prelievo in deroga del fringuello (Fringilla coelebs), nel rispetto della direttiva europea e della legge provinciale sulla caccia. La decisione è approdata sui banchi dell’esecutivo su proposta dell’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca, il leghista Roberto Failoni, ed è stata condivisa anche da altre realtà italiane come Lombardia e Liguria.
Il fringuello, specie non inclusa nell’elenco nazionale di quelle cacciabili ma classificata in stato di “minor preoccupazione” nelle liste rosse europee e italiane, può dunque essere prelevato in deroga, mantenendo invariata la sostenibilità delle popolazioni a livello europeo.
Il prelievo potrà avvenire esclusivamente da appostamento fisso, per un massimo di tre giornate settimanali. Il sistema di monitoraggio sarà particolarmente rigoroso, ma basato sull’autocertificazione: i cacciatori autorizzati dovranno registrare online, dopo ogni giornata, i capi prelevati e annotarli sul tesserino venatorio. La struttura provinciale seguirà costantemente l’andamento dei prelievi e sospenderà l’attività al raggiungimento del 90% della quota assegnata. I controlli sul territorio saranno effettuati dagli organi di vigilanza venatoria.
Il fringuello, piccolo passeriforme del peso di 20-25 grammi, praticamente il peso del proiettile utilizzato per ucciderlo, è una specie nidificante e ampiamente diffusa in Europa, caratterizzata da una migrazione intra-paleartica e da un comportamento gregario, con spostamenti diurni in stormi anche numerosi. Le Alpi costituiscono una delle rotte migratorie principali per le popolazioni provenienti dall’Europa nord-orientale e centrale, che svernano nel bacino del Mediterraneo, concentrandosi in particolare alle medie e alte quote e nei pressi dei valichi alpini. In Trentino il fringuello è una specie comune, protetta da oltre trent’anni, nidificante in primavera a tutte le altitudini, e presente come migratrice regolare e svernante a partire dalla fine di settembre.
La decisione del Trentino è stata contestata dagli ambientalisti che permette il prelievo fino a 12.829 fringuelli. Per Lipu e Wwf «continua senza sosta la distruzione della fauna selvatica da parte di questa maggioranza trainata dai consiglieri cacciatori e con l’appoggio da parte delle opposizioni». Gli animalisti protestano che il numero degli esemplari cacciabili non è giustificato da dati scientifici, ma che si tratta di un calcolo amministrativo che non tiene conto della popolazione di fringuelli direttamente interessata e di altri fattori.
«Questa delibera non supera i tre criteri che la Direttiva e la Corte di giustizia europea impongono — affermano gli animalisti —: necessità, proporzionalità̀ ecologica delle “piccole quantità̀”, controllabilità immediata». Per questi motivi, sostengono, la delibera sarà facilmente attaccabile davanti alla magistratura amministrativa.
L’apertura alla caccia di piccoli passeriformi come il fringuello apre anche un’altra questione tutt’altro che secondaria, legata all’inquinamento da piombo dei pallini dei proiettili, che sono quasi sempre in deciso sovrannumero rispetto all’obiettivo da conseguire, con il risultato che spesso i pallini si disperdono nell’ambiente con un pesante inquinamento dei terreni e dei corsi d’acqua e della relativa fauna.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata































