Imposta comunale sulla pubblicità: cresce il malcontento tra le imprese altoatesine

lvh.apa Confartigianato Imprese: «la modifica alla legge scarica nuovi oeri sulle imprese, aumentando invece di ridurre la burocrazia».

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«La recente modifica legislativa relativa all’imposta comunale sulla pubblicità suscita malcontento tra le imprese artigiane altoatesine: invece di una riduzione della burocrazia e di un alleggerimento per le aziende, ora i comuni hanno la possibilità di aumentare annualmente le tariffe» denuncia lvh.apa Confartigianato Imprese, che in una nota si chiede «dove sia la semplificazione burocratica».

L’intervento legislativo portato dal decreto legge n. 95/2025 che va a modificare la legge finanziaria del 2000 (l.160/2019, commi 816 e 817), spiega lvh.apa Confartigianato Imprese, stabilisce «in modo esplicito che i comuni possono adeguare annualmente le tariffe all’indice di inflazione. Non sono invece previste nuove possibilità di esenzione per determinate tipologie di pubblicità, una semplificazione delle norme».

«Lo Stato sceglie la via più semplice e mantiene lo schema collaudato: incassare invece di semplificare – critica il direttore lvh.apa Confartigianato Imprese, Walter Pöhl -. Per le imprese ciò significa che anche piccole superfici pubblicitarie o cartelli nei cantieri comportano costi e oneri amministrativi, per di più diversi da comune a comune». Sarebbero esenti dal balzello i cartelli di comunicazione obbligatori, come quelli dei committenti, progettisti ed esecutori dell’opera o quelli relativi alle prescrizioni antinfortunistiche, mentre quelli relativi alle imprese che stanno operando in un cantiere sono esenti solo se non superano una superficie di mezzo metro quadrato.

L’imposta comunale sulla pubblicità rappresenta già oggi una fonte di fastidio per molte imprese artigiane e lvh.apa Confartigianato Imprese aveva auspicato una revisione in senso di semplificazione amministrativa e norme più favorevoli alle aziende. «Ci saremmo aspettati senz’altro un alleggerimento o un’esenzione» ribadisce Pöhl.

L’associazione ha portato la questione all’attenzione del Consorzio dei comuni altoatesini e sottolinea l’intenzione «di mantenere alta la pressione. Per le imprese è chiaro: servirebbero con urgenza trasparenza, regole uniformi e un alleggerimento tangibile. Invece, i comuni ottengono ora un diritto di adeguamento delle tariffe garantito per legge».

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