Anche se la data delle elezioni regionali in Veneto non è ancora stata fissata dal presidente della regione uscente, il salviniano Luca Zaia, impegnato (forse troppo) nel tessere e disfare la tela di una strategia elettorale che per gli ex Lega Nord sarà una battaglia decisamente in salita visti i risultati delle ultime tornate elettorali dove i salviniani hanno incassato un terzo dei consensi di Fratelli d’Italia, finendo quasi a parimerito con Forza Italia, la campagna elettorale è già in corso e soprattutto gli assessori uscenti corrono a fare un bilancio del proprio mandato, qualche volta contrabbandandolo come pubbliredazionali istituzionali pagati dalla stessa Regione.
Secondo quanto scoperto da “il Gazzettino”, l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, un esponente della fu Lega Nord con la valigia in mano in procinto di accasarsi tra le fila di Forza Italia che in Veneto sembra in salute decisamente migliore della Salvini premier, avrebbe speso 20.740 euro per due articolesse a pagamento sui settimanali Oggi e su Sette, il settimanale del Corriere della Sera, con un taglio elogiativo circa il proprio operato.
Il tutto è stato possibile grazie allo stanziamento – con decreto n. 351 del 28 novembre 2024 – di 77.470 euro destinati alla «comunicazione ambientale», un provvedimento tecnicamente lecito, ma politicamente indigesto, tanto che ha fatto infuriare sia l’opposizione che alcuni esponenti che si arroccano nella difesa traballante della Salvini Premier. Per Andrea Zanoni, consigliere regionale di Avs, ha presentato un’interrogazione a Zaia, definendo «inaccettabile che si utilizzino i fondi pubblici per costruire visibilità̀ politica a vantaggio di singoli assessori. I cittadini meritano trasparenza e rispetto, non operazioni di marketing camuffate da informazione».
E se i giornali ringraziano di cotanta pubblicità in un momento di bruciante crisi per l’editoria, in Veneto per il dopo Zaia i giochi sono ancora decisamente, forse pure troppo, aperti, visto che ormai a pochi mesi dalle elezioni – il termine ultimo è per il 26 novembre prossimo – il centro destra non ha ancora indicato un proprio candidato presidente, mentre il centro sinistra ha già deciso il proprio nella persona dell’ex sindaco Dem di Treviso, Giovanni Manildo.
Da parte sua, in vista delle elezioni regionali in Veneto, il coordinatore veneto di Forza Italia, l’ex leghista ed ex sindaco di Verona, l’eurodeputato Flavio Tosi, cerca di sparigliare, puntando a creare una posizione di vantaggio per gli azzurri nei futuri assetti di giunta con il partito che con tutta probabilità sarà quello di maggioranza relativa. «Il candidato del Veneto spetta a Fratelli d’Italia, Matteo Salvini se ne faccia una ragione – attacca Tosi -. In politica contano i numeri. Se si guarda alle regioni amministrate e agli abitanti amministrati viene fuori che la Lega è il partito più sovrarappresentato e oggi le regioni non rispecchiano l’assetto politico. FdI, alle Europee e alle Politiche, il risultato migliore lo ha avuto in Veneto».
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