Tunnel di base del Brennero, lotta contro i colli di bottiglia a Nord e a Sud

Nota congiunta degli industriali di Alto Adige, Tirolo e Baviera. L’opera europea rischia di essere dimezzata per le strozzature in Baviera e in Trentino Alto Adige.

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Tunnel di base del Brennero rfi

Le associazioni degli industriali di Baviera, Tirolo e Alto Adige intervengono contro il rischio che la tratta ferroviaria del Brennero possa essere un’incompiuta per via delle strozzature che rischiano di rimanere sulle tratte Nord e Sud rispetto alla galleria di base del Brennero, il tunnel da 55 km più lungo d’Europa e del mondo.

L’allarme è stato lanciato in una nota congiunta di Confindustria Alto Adige, Associazione dell’economia bavarese (vbw) e Associazione Industriali del Tirolo (IV Tirol) al termine di un vertice svoltosi a Monaco di Baviera.

L’Associazione dell’economia bavaresevbw sottolinea l’importanza fondamentale del Tunnel di base del Brennero per un trasporto merci attraverso le Alpi libero e rispettoso del clima. L’imminente abbattimento del diaframma del cunicolo esplorativo al confine tra Austria e Italia il 18 settembre rappresenta una tappa importante per il completamento del Tunnel di base del Brennero. È quindi ancora più importante che la tratta di accesso bavarese non diventi un collo di bottiglia per l’intero progetto.

«È inaccettabile che un tunnel lungo 55 km sotto le Alpi venga completato molto più rapidamente di un tratto lungo quasi lo stesso, 54 km, che in parte corre in superficie. Il Parlamento tedesco deve finalmente prendere una decisione sul tracciato – afferma Bertram Brossardt, direttore generale dell’Associazione dell’economia bavarese vbw -. Lo dobbiamo ai nostri partner internazionali, all’economia nel suo complesso, ma anche alle popolazioni residenti. È solo una questione di tempo prima che i disagi al traffico si trasformino in un vero e proprio collasso del traffico attraverso le Alpi. Questo deve essere assolutamente evitato».

Per Alexander Rieper, presidente di Confindustria Alto Adige, «il Tunnel di base del Brennero con le sue tratte di accesso è un’opera strategica di grande importanza per tutti i territori attraversati. Essa crea le basi per un maggiore trasferimento del traffico merci e passeggeri sulla ferrovia, obiettivo a cui tutti noi aspiriamo. Soprattutto nel settore dei trasporti a lunga percorrenza è necessario aumentare in modo significativo la quota del trasporto ferroviario. A tal fine – continua Rieper – è necessaria anche una modernizzazione completa dell’infrastruttura ferroviaria, l’ampliamento delle linee di accesso e infrastrutture intermodali efficienti, che devono essere utilizzabili dalle imprese locali. Allo stesso tempo, anche in futuro avremo bisogno del trasporto su strada. Pertanto, continuano ad essere necessari investimenti nell’infrastruttura autostradale lungo il Brennero per sfruttarne appieno la capacità, sempre in linea con le esigenze di tutela ambientale».

Ma Rieper sorvola sul fatto che anche a Sud del tunnel del Brennero esistono problemi tutt’altro che trascurabili, visto che l’opera è definita solo per la tratta Fortezza-Ponte Gardena, mentre per sta per entrare in attività il cantiere per la variante ferroviaria di Trento con una galleria da 12 km che però rischia di essere stoppata dalla mancata soluzione dell’attraversamento dei terreni pesantemente inquinanti da piombo tetraetile dell’area posta allo sbocco nord della variante di Trento. Mentre per le circonvallazioni di Bolzano e di Rovereto la progettazione e i finanziamenti sono in altissimo mare, con solo la variante di ingresso a Verona che è in via di progettazione, ma con finanziamenti ancora da definire.

«Il Tunnel di base del Brennero è per noi tirolesi il progetto infrastrutturale più importante del XXI secolo, ma se la tratta di accesso Nord tedesca continua a tardare, il tanto auspicato trasferimento su rotaia non potrà riuscire. Ciò non solo vanificherebbe lo scopo del Tunnel di base del Brennero, ma rallenterebbe anche l’intero traffico transalpino, con conseguenze enormi per la popolazione, l’economia e l’ambiente – aggiunge Max Kloger, presidente dell’Associazione Industriali del Tirolo (IV Tirol) -. Affinché in futuro la strada e la ferrovia possano interagire in modo più efficace, sono necessari investimenti transfrontalieri, standard comuni e un sistema di gestione del traffico digitale che controlli le capacità infrastrutturali in modo trasparente e consenta una gestione dinamica del traffico. I divieti e le restrizioni devono essere sostituiti da tecnologie moderne che rendano possibili entrambe le cose, ovvero: un reale sollievo per la popolazione lungo l’asse di transito unitamente ad un trasporto merci affidabile ed efficiente per l’economia. L’obiettivo deve essere quello di evitare che tutto si blocchi al Brennero, ma che finalmente si proceda».

Il Brennero è il valico più trafficato delle Alpi sia per il trasporto stradale che ferroviario. Con 50 milioni di tonnellate di merci all’anno, corrisponde a circa il 30% del volume totale delle merci nell’arco alpino e costituisce la principale via di sbocco dell’export italiano.

«Su questa importante arteria, l’UE deve garantire in ogni momento la libera circolazione delle merci. Ciò significa che le misure di limitazione del traffico devono essere ridotte al minimo – ribadisce Brossardt -. Le restrizioni tirolesi come i blocchi, i divieti di circolazione settoriali e i divieti di circolazione notturna non sono sicuramente una soluzione».

«Per un migliore coordinamento delle misure di sviluppo e per facilitare la pianificazione logistica è necessaria una piattaforma transfrontaliera – sottolinea Brossardt -. L’obiettivo deve essere quello di coordinare meglio e comunicare in modo trasparente le misure relative al trasporto su strada e su rotaia in una fase precoce. In questo modo, in futuro sarà possibile mettere a disposizione percorsi alternativi migliori. Un altro tema importante sarebbe quello delle simulazioni di traffico transfrontaliere. In entrambi i casi, riteniamo che ciò sia responsabilità in particolare dell’UE».

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