La Svp, Südtiroler Volkspartei, compie 80 anni di vita ed è l’unico partito ad essere presente in Parlamento ininterrottamente e senza mai aver cambiato nome e simbolo come tristemente hanno fatto molte forze politiche affiancando il nome del leader di turno a quello del partito.
«La Svp non è solo il partito più longevo d’Italia, ma anche quello più efficace» dice convintamente l’ex governatore Luis Durnwalder, che per 25 anni ha guidato l’Autonomia speciale dell’Alto Adige e che conosce il partito meglio delle sue tasche.
L’anniversario è stato celebrato con una cerimonia alla Waltherhaus a Bolzano, in presenza dell’ex cancelliere austriaco, Alexander Schallenberg, che ha ribadito come «l’Austria non abbandonerà mai l’Alto Adige, perché è parte della nostra storia. L’Autonomia è indispensabile per garantire lo sviluppo e tenere i giovani sul territorio. La storia di successo dell’Alto Adige è anche quella della Svp».
Testimone di eccezione è stata Martha Ebner, 103 anni, esponente della famiglia che in Trentino Alto Adige controlla quasi interamente l’informazione locale e parte dell’economia, che con una lucidità impressionante ha ricordato la fondazione della Svp. Aveva 22 anni quando gli americani liberavano Bolzano. «Sono stati giorni di gioia e sollievo – ha ricordato Ebner -. Mio padre, assieme agli altri fondatori, sapevano che le divisioni tra i sudtirolesi dovevano essere superati, che i cocci della guerra andavano riassemblati per dare un futuro alla nostra terra».
Il presidente della Svp, Dieter Steger, ha evidenziato il ruolo di partito di raccolta, che da sempre raggruppa «tutte le anime moderate della politica, socialdemocratici, liberali e conservatori, escludendo sempre gli estremisti. Il nostro segreto è infatti l’arte del compromesso: trovare la quadra anche litigando tra noi, presentandoci però poi uniti».
Pochi giorni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, l’8 maggio 1945, veniva fondata la Svp a Villa Malfér di Gries. Tra i membri fondatori vi erano Erich Amonn, Friedl Volgger e Hans Egarter. Fu l’inizio di una storia di successo politico, anche se non senza battute d’arresto.
Tutti i governatori della provincia di Bolzano, dal dopoguerra ad oggi, sono espressione della Svp. Hanno la tessera Svp ben 103 dei 116 sindaci dell’Alto Adige. Anche se i voti alle ultime elezioni provinciali sono dimezzate (68% nel 1948 e 34% nel 2023, sotto la spinta di altre formazioni politiche di lingua tedesca), la Volkspartei è tuttora il primo partito in Consiglio provinciale.
La Svp, in 80 anni di vita politica, è stato l’interlocutore principale dei governi della Repubblica per quanto riguardava lo sviluppo dell’Autonomia. «Noi non ci siamo solo limitati a chiedere l’Autonomia, l’abbiamo anche attuata, a vantaggio di tutti i tre gruppi linguistici, tedesco, italiano e ladino», ha ribadito Durnwalder.
«La Volkspartei è una signora che porta bene i suoi anni – ha chiosato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher –. Non ci siamo mai tirati indietro e ci siamo assunti sempre la responsabilità. Girando per l’Alto Adige si vede quanto è stato fatto». Già, e il solco circa la capacità di gestione dell’Autonomia con il Trentino si va allargando sempre di più.
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