Tabacco italiano: rinnovata l’intesa tra Bat e Masaf

La multinazionale si impegna ad acquistare 15.000 tonnellate fino al 2028. Cresce anche l’hub di sviluppo e ricerca Bat di Trieste.

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tabacco italiano
Il centro di ricerca e sviluppo di Bat a Trieste.

E’ stato rinnovato a San Dorligo della Valle (Trieste) il memorandum d’intesa tra Bat Italia e il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, attraverso il quale Bat si impegna ad acquistare tabacco italiano di alta qualità fino a 15.000 tonnellate per il triennio 2026-2028.

L’accordo è stato sottoscritto dal sottosegretario del Masaf, Giacomo La Pietra, e dal presidente e amministratore delegato di Bat Italia, Fabio de Petris. L’accordo si riflette su oltre 400 Pmi italiane che danno lavoro a circa 6.000 addetti ai lavori e che fanno parte della filiera tabacchicola italiana.

Nel dettaglio, Bat acquisterà le varietà Burley in Campania e il Virginia Bright in Veneto e Umbria. L’estensione del memorandum, ha detto de Petris, «ci permette di dimostrare la vicinanza al territorio attraverso un importante investimento nel settore tabacchicolo italiano, considerato un’eccellenza a livello globale. Un impegno concreto reso possibile anche grazie a un approccio bilanciato alla tassazione delle diverse categorie di prodotto che ha consentito di programmare importanti investimenti a lungo termine».

«Abbiamo firmato un accordo estremamente rilevante – ha osservato La Pietra – per l’intera filiera del tabacco italiano, il cui valore avrà una ricaduta positiva per le politiche che riguarderanno anche altri ambiti dell’agricoltura, comparto al quale nella sua interezza, assieme al ministro Lollobrigida e a tutto il governo Meloni, intendiamo dare il massimo supporto. Vogliamo anche in questa occasione affrontare le sfide commerciali e produttive, con prospettive di crescita adeguate al valore effettivo del nostro settore primario, di cui il tabacco è un settore strategico. Bat Italia e Masaf si impegnano a perseguire l’obiettivo programmatico, così da poter continuare a dare stabilità e programmazione alle imprese tabacchicole».

Cresce l’”A better tomorrow Innovation hub” di Trieste di Bat con l’aggiunta di 16 nuove linee di produzione e un piano di assunzioni mirato a rafforzare la forza lavoro con ulteriori 150 persone entro il 2026. La prima linea aggiuntiva è stata inaugurata nello stabilimento di San Dorligo della Valle (Trieste), alla presenza, tra gli altri, del ministro delle Imprese e del “Made in Italy”, Adolfo Urso, e del ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

Entro fine 2026, con l’entrata a pieno regime delle 16 nuove linee, lo stabilimento raggiungerà una capacità complessiva raddoppiata rispetto all’obiettivo iniziale del piano industriale che prevedeva fino a 12 linee entro il 2027. Le 16 linee saranno dedicate alle nuove categorie di prodotto a base di nicotina, contenenti tabacco o foglie di tè rooibos. Il processo produttivo di queste nuove tipologie di prodotto avrà il marchioMade in Italy” e sarà dedicato al mercato italiano.

Le nuove linee si aggiungono a quelle già operative, dedicate alla produzione di sacchetti di nicotina per uso orale (“modern oral”), oggi distribuiti in Italia e in altri 15 Paesi europei, e a quella destinata alla produzione di prodotti per la terapia sostitutiva della nicotina (“Nrt”).

L’Innovation Hub ha quindi ampliato la propria capacità aggiungendo ulteriori 6.300 metri quadri di spazi, attraverso il recupero di spazi in disuso di alcune aree dell’Interporto, e portando la superficie totale a 30.000 metri quadri, superando quindi di 10.000 metri quadri quanto previsto dal piano industriale originale.

«L’investimento per l’ampliamento dello stabilimento e l’acquisto dei macchinari per la produzione ammonta a circa 80 milioni di euro» ha precisato Andrea Di Paolo, presidente di Bat Trieste, mentre secondo Fabio de Petris, presidente e amministratore delegato di Bat Italia «questo progetto è la testimonianza della nostra lungimiranza e delle aspettative che riponiamo in questo hub di eccellenza che, per Bat, riveste un ruolo strategico fondamentale a livello globale».

Secondo un’analisi condotta dal Mib Trieste School of Management, che ha analizzato l’impatto economico generato dall’Hub in regione, nel 2024 gli investimenti di Bat hanno raggiunto i 168 milioni con un valore della produzione pari a 30 milioni. L’utile, pari a 1,6 milioni nell’ultimo esercizio commerciale, è stato interamente reinvestito per lo sviluppo della società.

«Innovazione, identità e internazionalizzazione sono le chiavi del successo del “Made in Italy”, valori – ha osservato Urso – che ritroviamo anche nello sviluppo industriale promosso da Bat. Un centro avanzato e significativo, che diventerà modello produttivo e contribuirà a rendere l’Italia sempre più attrattiva per gli investimenti esteri».

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