I consultori familiari non sono semplici servizi, ma presidi di comunità: questo è il cuore della mozione presentata dal consigliere del Partito democratico, Mariachiara Franzoia, condivisa con la giunta e approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale di Trento. Il documento riflette l’impegno condiviso delle istituzioni nel riconoscere e rafforzare un sistema di supporto fondamentale per tanti cittadini, spesso silenzioso ma presente nei momenti più delicati.
La proposta di Franzoia nasce dalla consapevolezza delle fragilità crescenti che interessano tutte le fasce d’età – dai giovani agli anziani – e che si manifestano sul piano psicologico, educativo, relazionale e familiare. In questo contesto i consultori familiari, attivi in Trentino da quasi cinquant’anni, hanno dimostrato di essere presidi preziosi non solo per l’assistenza sanitaria, ma anche per l’accompagnamento psicologico e sociale, grazie a un approccio multidisciplinare e alla loro presenza capillare sul territorio.
«Il benessere sociale, familiare e personale deve essere una priorità – spiega Franzoia -. I consultori sono luoghi capaci di intercettare i bisogni, offrire accoglienza e orientamento, costruire reti di sostegno. Con questa mozione chiediamo di rafforzarli e renderli sempre più accessibili a tutta la cittadinanza».
Il documento approvato all’unanimità impegna la Giunta provinciale di Trento a potenziare e valorizzare questi servizi, incrementando il numero delle sedi, rafforzando le équipe professionali e rendendo gli orari più omogenei e accessibili. Particolare attenzione viene rivolta al disagio giovanile e alla salute delle donne, con l’obiettivo di ampliare le prestazioni offerte e garantire una presa in carico tempestiva ed efficace. Centrale è anche l’esigenza di far conoscere maggiormente i consultori alla cittadinanza, utilizzando strumenti di comunicazione tradizionali e digitali per raggiungere tutte le fasce della popolazione, in particolare i più giovani.
I consultori familiari svolgono da decenni un ruolo di grande rilievo nella vita sociale e sanitaria del Trentino. Essi operano attraverso équipe multidisciplinari – composte da ostetriche, infermieri, psicologi, assistenti sociali, ginecologi, operatori socio-sanitari – che intervengono con competenza accanto al singolo, alla coppia e alla famiglia.
Non si tratta solo di assistenza sanitaria: i consultori rappresentano un punto di riferimento per la prevenzione primaria, promuovendo salute riproduttiva, maternità e paternità consapevoli, tutela dell’infanzia e benessere psicologico. Si attivano anche nella prevenzione di tumori femminili, nel sostegno durante la gravidanza, nella gestione dell’interruzione volontaria di gravidanza e nell’affiancamento delle famiglie in situazioni di crisi, separazione o conflitto educativo.
«I consultori familiari sono spesso i primi a intercettare segnali di disagio giovanile, disagio psichico, difficoltà nella vita di coppia o nei rapporti genitori-figli – continua Franzoia -. In un momento dove vi è tanta fragilità, soprattutto nelle fasce più giovani, è importante che le famiglie sappiano che vi sono dei presidi sul territorio dove possono trovare ascolto e consulenza professionale”.
Un’indagine esplorativa condotta dalla Commissione provinciale per le Pari opportunità ha tracciato un quadro dettagliato della situazione trentina, dove emerge chiaramente quanto i consultori familiari siano uno strumento di prevenzione efficace, con quasi mezzo secolo di storia alle spalle, e al tempo stesso vi siano criticità legate a risorse, orari e visibilità dei servizi.
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