Non si placano le polemiche e cresce la tensione sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Dopo il teatro San Carlo, da qualche mese al centro di una querelle politica e anche giudiziaria che sta andando avanti a colpi di ricorsi, anche La Fenice è diventata protagonista di una “guerra” senza fine.
In prima linea i musicisti dell’orchestra che in una lettera di fuoco hanno chiesto le dimissioni di Venezi, cui si sono aggiunte le maestranze del teatro che hanno sottoscritto la richiesta e annunciato assemblee permanenti e scioperi. Una «rigidità incomprensibile, non so dettata da quali motivi» per il sovrintendente del Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi che conferma la sua scelta.
Le polemiche non piacciono al presidente del Veneto, Luca Zaia: «non sono mai bei biglietti da visita. Ricordo quella ultima su Bezos che ha fatto il giro del mondo. Se questa direttrice non fosse donna, non fosse carina, non fosse giovane, probabilmente non ci sarebbero state».
Parole accese arrivano dal deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, Salvatore Deidda: «non condividiamo i toni, la prepotenza, ma soprattutto le modalità con cui hanno attaccato la figura di Beatrice Venezi. Se alcuni abbonati rinunciano a causa della Venezi, anche qualcun altro, dipendente, può rinunciare». Dichiarazioni considerate «inaccettabili» per la Cgil Venezia che sottolinea «mostrano senza veli la visione del Governo sui luoghi della cultura. Pensare che i dipendenti del Teatro debbano andarsene perché non la pensano come Fratelli d’Italia è indegno e rivela una grave posizione di regime».
«Pretestuose» le critiche a Venezi , che l’1 ottobre è annunciata al Festival delle Idee a Mestre, per Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati che afferma: «Venezi è una donna di talento: ha tutte le carte in regola per fare bene e rilanciare La Fenice, tranne una. Non è di sinistra e non lo nasconde. Forza Beatrice!».
Il presidente della Commissione Cultura della Camera e responsabile nazionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, parla «non solo di una aggressione mediatica in corso, ma di un vero e proprio razzismo culturale ideologico». Non si fa attendere la risposta dei componenti Pd della Commissione Cultura della Camera: «Mollicone moderi i termini e abbassi i toni. Ma quale razzismo? Ma di che cosa sta parlando il presidente della Commissione Cultura della Camera? E come si permette di trasformare una discussione che nasce all’interno delle istituzioni musicali in uno scontro sguaiato da asilo Mariuccia».
Il sindaco di Venezia e presidente della Fondazione Teatro La Fenice, Luigi Brugnaro, che ha incontrato la Direzione del Teatro per un confronto, cerca di placare le acque: «andrò ad ascoltare tutte le parti in causa, cercherò di comprendere e poi farò le mie riflessioni, sono una persona di dialogo e cercherò in tutti i modi una soluzione».
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Telegram
https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano
https://www.facebook.com/ilnordestquotidian
X
© Riproduzione Riservata

































